La Costituzione vaporizzata

In principio fu Cossiga. Dopo la caduta del muro di Berlino, nell’autunno del 1989, cominciò a picconare il sistema, affermando che la Costituzione andasse aggiornata e che quella materiale era ormai diversa dalla Costituzione formale. Quando si dimise chiamò Achille Occhetto, segretario del Partito Democratico di Sinistra, nato da poco dalle ceneri del Partito Comunista Italiano, considerandolo il capo dell’opposizione (al governo c’era Giulio Andreotti che guidava il suo settimo e ultimo governo) a mo’ di Westminster, considerandosi una specie di monarca repubblicano, come il suo omologo capo di stato francese.

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Vincenzo A. Pistorio – VINCENZOPISTORIO.COM

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Il tempo della chiarezza

Abbiamo un Presidente del Consiglio dei Ministri che – seduto allo stesso tavolo dell’Amministratore Delegato di quella che è stata ed è ancora la principale azienda del Paese – attacca i cosiddetti “poteri forti”, come se Sergio Marchionne fosse invece “debole” e poi direttamente dagli USA vola a fare da testimone di nozze all’amico di infanzia Marco Carrai, in un ricevimento che pullulava di banchieri, finanziari e diplomatici, come se questi non facessero parte proprio di quelle “forze” contro le quali millanta di combattere (senza naturalmente considerare il parterre de roi che ne ha sostenuto l’ascesa a Palazzo Chigi).

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Strilli e sussurri

Non possiamo permettere che il pensiero politico non sia più autonomo e che la lotta politica si riduca a una mera battaglia tattica per il potere” – afferma più o meno testualmente Nicola Zingaretti, Presidente della Regione Lazio appartenente al Partito Democratico, ieri pomeriggio alla presentazione del libro di Stefano Fassina, deputato democratico, ex vice ministro dell’Economia del Governo Letta ed ex responsabile economia del PD nella segreteria guidata da Pierluigi Bersani.

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Vincenzo A. Pistorio – VINCENZOPISTORIO.COM

Esami in vista

È bastato che Ilvo Diamanti su Repubblica scrivesse di un 15% in meno dell’indice di fiducia degli italiani sulla sua persona, per far sì che Matteo Renzi invadesse nuovamente Twitter per fornirci cinque spunti di riflessione sugli eventi della settimana che sta per concludersi.
Si tratta dell’altra faccia della medaglia in una strategia di comunicazione di un Primo Ministro attentissimo affinché la narrazione epica delle sue gesta, del suo governo e dei pochi valorosi collaboratori contro l’esercito dei gufi continui a occupare le cronache e le aperture di ogni quotidiano e ogni telegiornale.

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La politica da stadio

Fedele alla tradizione tutta italiana, che vuole la società civile come perennemente seduta sugli spalti di uno stadio e accendersi contro gli avversari e mai a sostegno dei propri beniamini, la politica nazionale – specialmente la sua declinazione sui social network – segue in questa tr…

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Scusaci Enrico

Scusaci, Enrico, per non aver saputo essere all’altezza della tua eredità morale.
Scusaci, Enrico, per aver perso trenta anni della nostra vita a dibattere se fosse più giusto un allargamento dell’alleanza di governo oppure una vocazione maggioritaria, senza aver minimamente p…

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Il #RefeRenzum

Sembrava una follia, una boutade invernale di fine gennaio, buttata lì da Stefania Giannini, segretario di Scelta Civica, in un’intervista al Foglio di Giuliano Ferrara. In effetti pochi commentatori e osservatori avevano colto la grande opportunità che il nostro Paese aveva davanti nel c…

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