CHI SONO

Mi chiamo Vincenzo Antonio Pistorio, anche se da bambino mi hanno sempre chiamato con il diminuitivo Enzo e quindi tendo a presentarmi così! Data l’omonimia totale con un mio cugino di primo grado, in rete ho optato per una bella A., come John P. McEnroe, mio idolo del tennis; Michael J. Fox, indimenticabile Alex P. Keaton della serie TV “Family Ties” (in Italia “Casa Keaton“) e John F. Kennedy, indimenticato e rimpianto 35° Presidente degli Stati Uniti (così forse avete capito da quale parte batte il mio cuore politico).

In realtà per il barbiere di Mascalucia, paesino in collina alle porte di Catania dove ho vissuto infanzia, adolescenza e gioventù, mi chiamavo Giuseppe. Probabilmente mi confondeva con una altro giovanotto, mio coetaneo, vicino di casa e compagno di calcetto, che era suo cliente. Un po’ per pigrizia e un po’ per gioco mi sono sempre guardato dal correggerlo, specialmente quando chiedendo di me domandava a mio cugino “Come sta Giuseppe?“. La cosa buffa è che da quando la vita mi ha portato a Roma inspiegabilmente sono diventato Vittorio, probabilmente una sorta di crasi tra nome e cognome. Sempre meglio di “Anzou“, come trovai scritto su un bigliettino nella casa della famiglia che mi ospitava a St. Albans,  nell’Hertfordshire, traslitterazione sui generis del mio nome attraverso l’apparato uditivo della mia ospitante.

Ho scritto recentemente, nelle varie descrizioni che social network e piattaforme online ci pressano per definirci, un elenco, forse non esaustivo, di sostantivi che penso mi descrivano abbastanza:

photographer, blogger, writer, father, husband, brother, friend

In realtà molti ne metterebbero un’altra, legata soprattutto al lavoro quotidiano che si svolge per portare il pane a casa, ma non credo sia più necessaria per svariate ragioni. Se si è curiosi, basta andare sul mio profilo LinkedIn e si è soddisfatti!

Photographer (fotografo): come scrive l’amico californiano Dan Heller, “essere un fotografo ha a che vedere più con uno stile di vita che con un lavoro“: amo molto la fotografia di viaggio perché amo terribilmente viaggiare, incontrare culture, parlare con la gente (adoro in particolar modo i barbieri e le storie che ti raccontano!). La maggior parte delle mie immagini si trovano sul mio sito www.vincenzopistorio.com, oltre che su molti social network, da Facebook a Pinterest, da Flickr a 500px (presto), da Google+ a Instagram. Quando lavoro seriamente sul campo viaggio con una quantità ridicola di materiale fotografico, dalle fotocamere al treppiedi, passando per un numero spropositato di batterie come se mi trovassi al centro del Sahara e non potessi acquistare nulla.

Blogger: beh, se vi trovate su questa pagina …

Writer (scrittore): forse scaramanticamente dovrei evitare questa definizione, da buon meridionale. Tuttavia come si descriverebbe “chi scrive” un libro? Il mio primo libro (i dettagli li trovate su questo stesso blog) è nato dalla voglia di conservare sulla cara, vecchia carta un bel po’ dei miei post negli primi tre anni di esistenza di questo spazio. Poi in realtà la cosa mi è piaciuta e sono in procinto di pubblicare altri tre libri fotografici, dove a parlare sono più le immagini che le parole. Infine da qualche tempo lavoro al mio primo romanzo, sebbene le occasioni per avere la mente molto sgombra, lasciarsi trasportare dall’immaginazione e buttarsi scrivere sono sempre molto rare. In compenso su queste pagine trovate una breve sezione dedicata a racconti e storielle. Di queste ultime ne ho inventate – negli ultimi cinque anni – a iosa, per ragioni che potete ben intuire.

Father (padre): Da cinque anni sono papà (a tempo globale, perché non si smette mai di essere genitori!) di una bellissima bambina che adoro e che è il mio vero capolavoro! Sono molto orgoglioso di lei: è intelligente, curiosa, vivace, amorevole, anche se – come tutti i bambini – a volte è pesante, insopportabile ed egocentrica. E forse la parte più complicata di questa missione di genitore è sopravvivere proprio alle paturnie dei figli …

Husband (marito): sono sposato dal 2006 con Silvia, umbra, amante della Terronia e che condivide con me la passione dei viaggi e dell’esplorazione. Se oggi scrivo su un blog è anche merito suo: quando dovevamo sposarci ci serviva uno spazio per comunicare velocemente con gli invitati sparsi qua e là nel mondo. Fu così che immaginammo un blog, nel quale raccontavamo i nostri preparativi e poi qualcosa del nostro viaggio di nozze in Sud America. Nonostante non abbia una pazienza proverbiale, tollera inspiegabilmente i miei più svariati disordini domestici, le mie croniche amnesie (per ciò che ritengo poco importante) e le periodiche crisi creative che mi prendono e che mi assorbono completamente, facendomi trascorrere ore e ore davanti agli strumenti del mestiere a scattare, scrivere e pubblicare foto, articoli, pezzi e tweet.

Brother (fratello): penso che insieme con l’essere figlio (ma tutti gli abitanti della Terra lo sono, figli!) è la relazione interpersonale che ho da più tempo! Essendo primogenito ho ovviamente vissuto da figlio unico i primi anni della mia vita, fino a quando cinque anni dopo la mia nascita nacque mia sorella. Tuttavia sono stato anche un figlio unico fortunato perché ben prima che nascesse quella di sangue ho avuto la fortuna di vivere porta a porta (non c’entra Vespa, ok?) con i miei pro-cugini fraterni, secondo il consolidato modello di famiglia allargata che noi meridionali abbiamo sperimentato nel tempo e che una volta era il vero welfare nazionale!

Friend (amico): che tipo di amico sono non lo saprei certo dire e nemmeno è sicuramente compito mio. Ci sono amici con i quali ci conosciamo ormai da una vita, da quando a metà degli anni Settanta, per quei giochi del destino che a volte non riusciamo a comprendere a pieno, il palazzo dove sono nato e cresciuto si popolò di giovani famiglie. Per ironia della sorte adesso siamo quasi tutti emigranti, salvo due eccezioni, ma con la fortuna di poter rivederci spesso durante le feste comandate proprio nella stessa palazzina. Poi ci sono quelli che conosci come per una enorme botta di fortuna nel periodo più nero della tua vita. Può passare il tempo, puoi non vederti più così spesso come facevi da ragazzo, puoi persino parlare soltanto attraverso le chat o persino non sentirti più. Ma l’affetto rimane sempre. Ci sono quelli conosciuti indossando una divisa e con la quale abbiamo diviso i quindici mesi più esilaranti che potessimo mai immaginare di vivere pur vestendo l’uniforme. E quando ci si rivede, adesso che tutti abbiamo figli (anzi figlie, probabilmente per un qualche esperimento – non mi spiego altrimenti – la Marina Militare Italiana ha fatto sì che producessimo soltanto delle bambine!) è sempre un piacere quelle poche volte che ci si può incontrare lungo questo Stivale. Infine ci sono quelli (pochi e selezionati) che conosci in età matura, da adulto, da padre di famiglia. Ti confronti di politica, di scuola, di sport, di figli, di futuro.

Penso possa essere abbastanza: per chi conosce l’inglese, qui trovate qualche considerazione sul photographer!

Annunci

6 Comments

  1. l’ho conoscito | l’ho stimato lo voto fino all’ultimo giorno della mia vita ! …un imprenditore come lui nato dal nullo ,ma con la gioia di fare !ma capisco anche chi NON HA CAPACITà PUR PENSANDO DI AVERLE ..CORAGGIO ..LA VITA RISERVA A TUTTI ANCHE AI INETTI QUALCHE GIOIA…TIENI DURO!!!!

    1. Grazie, Luigi, dopo aver letto il tuo profilo sulla tua pagina di libero, considero le tue parole come il più bel complimento che mi abbiano mai fatto da quando ho aperto questo blog.
      In bocca al lupo per la tua perseveranza.
      Chissà se un giorno oltre alla conoscenza potrai anche tu essere invitato alla sua tavola e perché no ambire a riposare per l’eternità accanto a lui come invece rifiutò il traditore di Indro Montanelli.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...