Se siamo qui

funkyProfNei giorni scorsi, impegnato come sono stato nel restyling del blog e del sito, non ho scritto nulla a proposito di un evento che ha sconvolto chiunque in rete.

Non ho mai conosciuto Marco Zamperini, il Funky Professor della Rete, uno dei massimi esperti di internet che abbiamo avuto in Italia.

Sapevo però chi fosse e nel mio piccolo gli ero grato, perché se da oltre dieci anni cerco di comprendere come funzionano le cose qui sul web, un po’ è anche merito suo.

C’è stata una sottoscrizione per le figlie, aperta dai suoi amici, alla quale ho sentito di partecipare, quasi come ringraziamento postumo al FunkyProf per averci insegnato che la rete non è soltanto lo strumento per sfogare le proprie repressioni (e depressioni!) ma può e deve essere motore per l’economia, volano per la società, strumento per la socializzazione e la condivisione dei valori fondanti di una società.

E soprattutto la rete non è soltanto dei nerd e dei geek informatici, di coloro che pensano soltanto alla bellezza del codice e non a quella dei contenuti.

La rete è di tutti. E tutti hanno diritto di accedervi e di starci.

La moglie, impegnata moltissimo anche lei in rete, l’ha ricordato proprio sul suo blog e gli ha scritto un post meraviglioso che fa venire i brividi per quanto è bello. Struggente e commovente.

Ciao Marco,

R.I.P.

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