Manutenzione straordinaria

Chiunque sia passato dalle pagine di questo blog nelle ultime ore avrà notato un restyling.

Da qualche giorno infatti ho deciso di rimettermi “sui libri” e studiare la migrazione di questo spazio sul mio sito internet www.vincenzopistorio.com in maniera tale da avere il completo controllo del codice, garantendomi la più completa personalizzazione.

Ultimamente poi avevo condiviso con voi una certa insofferenza verso gli argomenti soliti – specialmente la politica – e quindi mi sono rifugiato nella fotografia, nel giornalismo, nel racconto e nella narrativa.

Dopo sei anni è giunto anche il tempo di pensionare il layout del mio sito fotografico e quindi quale migliore occasione per fondere le due esperienze e realizzare un unico spazio informatico? A voi probabilmente cambierà poco, perché i cambiamenti sotto il cofano sono invisibili ai visitatori e ci mancherebbe altro!

Ma per chi gestisce cambia tutto.

Ora non vorrei sembrare soltanto un geek alle prese con le solite questioni astruse degli informatici (anche perché non lo sono proprio informatico!) ma la verità è che questo blog, questo luogo di sperimentazione di un certo tipo di giornalismo partecipativo, ha bisogno di una rinfrescata!

Avrete visto i contributi che mi arrivano qui – sulla nostra Capitale – dall’altro lato dello Stagno, grazie a Stefania Porcelli che cura la rubrica East River, e dall’altra sponda del Po, dove Antonio Romeo racconta il suo campionato di calcio di serie A, dal divano di casa sua!

Mi sembrava quindi doveroso consentire – dal menu – un accesso veloce alle loro rubriche.

Tom Cruise, in Codice d’Onore (A few good men, per gli amanti dei titoli in originale), rifletteva meglio con la sua mazza da baseball fra le mani. A me le idee migliori vengono invece quando sono in moto, tra una sgasata e una piega, nello sport dove tutti noi motociclisti romani eccelliamo: lo slalom speciale di buche e tombini!

Così ho pensato di unificare qui – solo su questo blog – anche i post (pochi finora) che raccontavano della mia migrazione di carriera e della fotografia come opportunità di business.

Poiché si può essere geek quanto si vuole ma si hanno sempre 42 annetti sulle spalle ho ritenuto opportuno unificare gli spazi anche per non sottoporre la mia pur elefantiaca memoria allo stress di gestire doppie configurazioni e doppie vite digitali.

D’altronde da quando questo blog ha preso la luce, nel maggio di tre anni fa, lui e io ci intersechiamo, ci sfoghiamo a vicenda, ci sussurriamo a volte i desiderata per andare avanti, per trovare la strada che più appaga, sia professionalmente che privatamente.

Dopo tre anni – come sapete – ha visto la luce il mio primo libro, Tre anni in volo sopra lo Stivale, che ha racchiuso in un volumetto i principali articoli.

Altri progetti editoriali vedranno la luce a breve e vi renderò partecipi nei prossimi giorni. Poi seguendo un po’ l’istinto e un po’ qualche suggerimento raccolto qua e là ho voluto che nel blog cominciassero a esserci anche i racconti e le storielle che scrivo (o invento per mia figlia) talvolta.

Insomma Trentamila Piedi sopra lo Stivale non è più soltanto uno spazio virtuale dove scrive l’emigrante e cittadino del mondo che sento di essere.

È qualcosa di più: è ormai diventato una parte di me, con i miei lettori e con i dialoghi e le discussioni – più o meno alte, dalla religione al tifo calcistico, dalle ricette economiche ai racconti oltreoceano – insieme ai commentatori più presenti.

A prestissimo.

 

Annunci