Le inutili provocazioni

Continua la singolare battaglia contro il Pontefice da parte del professor Piergiorgio Odifreddi. Fa soltanto un po’ strano vederlo in una strana compagnia di giro, dato che ultimamente molti si sono cimentati contro Bergoglio, da Ferrara a Sechi, passando per il Giornale di Sallusti e Libero di Belpietro.

Ma in questi strani tempi che viviamo ci tocca pure vedere questa specie di oscena contiguità.

La ragione dell’attacco odierno alle gerarchie ecclesiastiche è stavolta la decisione (storica) del Vicariato (cioè la diocesi di Roma per chi non è di qui) di negare i funerali religiosi a Eric Priebke.

Scrive il professor Odifreddi che quindi – per la Chiesa Cattolica – Welby e Priebke sono la stessa cosa, in forza di quella logica per la quale il professore piemontese ha una sorta di adorazione mistica, quasi una fede religiosa proprio lui che si professa ateo.

Non gli sfiora per nessun motivo che nei Palazzi Lateranensi forse qualcosa è cambiato rispetto a sette anni fa (allora il Vicario era Ruini oggi Vallini) e che magari questa odierna gestione della prima diocesi della cattolicità la pensa in maniera diversa e magari l’avrebbe pensata in maniera opposta anche con Welby (non credo di molto tuttavia).

No, Odifreddi ne fa una questione clericale, di prelati che si arrogano il diritto di pontificare sul “bene” e sul “male”. Poi continua con i soliti strali nei confronti di coloro ai quali questo Papa sta piacendo, soprattutto nei media, confidando in coloro che conservano ancora un barlume di lucidità, nel rintontimento generalizzato.

Ora poiché io mi trovo tra i rintontiti sicuramente non ho le capacità analitiche per rispondere al professore.

Mi auguro che il suo interlocutore privilegiato su questo tema, che già gli ha risposto per le rime da gran teologo qual è facendogli notare che non è che si può applicare tout court la logica come fa lui, gli spieghi che – ai sensi del Diritto Canonico – al militare nazista si possono negare i funerali religiosi perché è abbastanza acclarato che abbia commesso peccati mortali, peraltro non soltanto senza pentimento ma persino oltraggiando con il suo testamento ulteriormente la comunità ebraica. Qui non si tratta di rispondere alla domanda “chi sono io per giudicare?” bensì all’applicazione della legge canonica degli uomini affidando al Creatore il giudizio sull’anima di Priebke.

Nessuno chiede che Odifreddi comprenda o dimostri scientificamente chissà che: ma almeno l’ABC del Diritto Canonico potrebbe anche conoscerlo. Che poi non lo condivida, non lo rispetti è un suo diritto. Ma gli insulti e le derisioni gratuite verso di noi, poveri rincoglioniti privi di logica matematica, sono inammissibili, soprattutto quando provengono da una persona che non accetta mai mezza critica al suo modo di ragionare, come fu dimostrato abbondantemente all’epoca della stucchevole analogia fra il governo dello stato di Israele e i nazisti (ne parlai qui).

Sarò stregato dal nuovo Papa, sarò rincoglionito come sostiene Odifreddi, ma francamente i suoi post, peraltro in homepage sul mio giornale preferito, mi hanno rotto abbondantemente le scatole, soprattutto quando non riportano – per dovere di corretto giornalismo – le ragioni procedurali e giuridiche per le quali i funerali a Priebke dovevano essere negati.

Ho la sensazione che anche al professor Odifreddi un bel ripassino di serio catechismo, farebbe bene: perché dimostrare ogni cosa con l’algebra è quello sì da fondamentalisti.

Confidiamo in Benedetto XVI – Joseph Ratzinger che magari gli spieghi come non è sempre tutto semplice come egli crede. E mentre che c’è il Pontefice Emerito potrebbe anche spendere mezza parola di conforto all’ateo devoto Giuliano Ferrara che ancora non si capacita della rivoluzione che proprio il suo Papa preferito ha portato nella Chiesa con la sua abdicazione.

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14 Comments

  1. Il parroco di campagna ne ha fatta una grossa, dal mio punto di vista. Errore di metodo, ed ancora più grave, di sostanza. Ci mancava il sostegno indiretto a quel ciarlano di Vannoni.

  2. Ho citato tre esempi, avrei potuto farne altri. Mi riferivo proprio all’Immacolata Concezione, non alla verginità della Madonna (che non so nemmeno se sia un dogma oppure no). Trovo del tutto illogico accettare come Santi alcuni personaggi discutibili del passato (uno per tutti, perchè rientra nella storia della scienza, il cardinale Roberto Bellarmino) e del presente (ogni riferimento a San Giovanni Rotondo è puramente voluto). Il punto è che, se fossi credente, troverei molto più adatta a me la libertà del protestantesimo che i dogmi del cattolicesimo. Su Odifreddi, a me sta simpatico, che ci posso fare? E pur condannando certi suoi eccessi verbali, lo leggo sempre volentieri.

    1. Rettifico quanto scritto più sotto: effettivamente, il dogma con il quale cozza la possibilità che Maria sia rimasta vergine prima, durante e dopo la nascita di Gesù viene chiamato verginità perpetua di Maria, ed è stato introdotto nel secondo concilio di Costantinopoli. Per “verginità di Maria” generica, invece, ci si riferisce soltanto al fatto che Gesù sia stato concepito senza rapporto sessuale, ed è un dogma per qualsiasi confessione cristiana.

      Luca

  3. Ma Odifreddi quando morisse vorrebbe un funerale cattolico? Se Welby era laico, diamogli un funerale civile, come facevano i Massoni nell’Ottocento.
    L’Argentina ospita Priebke da vivo e lo rifiuta da morto. Per Roma città santa è uno schiaffo sia la sepoltura di Priebke che la marcia gay. Allora seppelliamolo posto distante nel mausoleo del suo degno compare Graziani, che non essendo tedescoè stato perdonato di tutto dagli Italiani brava gente

    1. Intanto Welby era cattolico. Poi cosa c’entra il fatto che Roma sia una città santa (per chi?) con la marcia gay (credo ti riferisca la Pride) e soprattutto con la sepoltura di Priebke! Quelli come Priebke i gay li mandavano nei campi di concentramento.
      Per favore non confondiamo la merda con la cioccolata, o almeno non su questo blog.
      Grazie

  4. Non so fino a che punto un gesto pubblico nei confronti della signora Mina potrebbe danneggiare qualcuno. Comunque diamo tempo al nuovo papa di fare i gesti che pensa di dover fare in nome della Chiesa. Sono d’accordo che Odifreddi vede rosso ogni volta che si parla di Chiesa e questo non lo rende affatto credibile. La cosa che più mi ha colpito nel suo blog riguardo a Priebke è stata però l’assoluta insensibilità nei confronti delle reazioni della gente comune. Prima della comunità ebraica, che pure ha i suoi diritti, c’è la gente comune che non vuole Priebke nel cimitero vicino casa. Dovrebbe essere tumulato in una tomba senza nome, per quanto mi riguarda.

    1. Paola, non ho mica sostenuto che un gesto pubblico possa danneggiare qualcuno. A volte però sono proprio le famiglie che pretendono una certa privacy. Insomma se ci fosse stata una messa per il trigesimo di Welby e magari non l’avessero detto alla stampa non troverei nulla di strano, anzi.
      Ciò che trovo insopportabile di Odifreddi è l’assoluta mancanza di rispetto verso chiunque creda in qualcuno o in qualcosa, fatto salvo i buddisti che sento spesso vengono presi ad esempio dal professore come religione più filosofica e quindi legata all’uomo.
      Ora a parte il fatto che non è proprio così e l’applicazione della logica matematica alla religione, alla filosofia e alle scienze umane in genere la trovo totalmente fuorviante, osservo semplicemente che questo Papa per Odifreddi è teologicamente scarso a differenza del suo predecessore che invece era alla pari con lui.
      Va bene avere autostima ma qui siamo ai deliri di onnipotenza.
      In ogni caso quello che per Odifreddi è un minus, il fatto che per lui Bergoglio è una specie di parroco di campagna, per me è un plus rispetto ai suoi due immediati predecessori, proprio perché riporta la Chiesa Cattolica più vicino alla gente e non soltanto ai professoroni. Non è un caso che infatti a sentirsi maggiormente disturbati da Papa Francesco siano coloro che hanno di loro una concezione incredibilmente alta e poco umile, proprio in contrasto con il dettato evangelico.
      Grazie per aver commentato questo.

      1. Ci sono contraddizioni nel cattolicesimo che sono (per me) insanabili. Ad esempio, l’infallibilità papale, il dogma dell’immacolata concezione, la transustanziazione. E non credere ad una sola di queste “faccende” in base alle regole che la stessa chiesa si è data, ti pone la di fuori di essa. Senza volere irridere le credenze altrui, io non riesco. Ed in questo senso Odifreddi (per me) ha ragione (aldilà dei toni che spesso sono fastidiosi), sono contraddizioni che un parroco di campagna non può risolvere, ammesso che lo siano.

      2. Antonio,
        tu fai tre esempi che sono molto distanti tra loro per “peso” teologico.
        Sull’infallibilità papale hai tutte le ragioni: bisognerebbe tuttavia storicizzare il dogma, che ebbe origine da Pio IX sul finire del potere temporale della Chiesa. Poiché per le regole stesse della Chiesa un papa non può sconfessarne un altro hanno seguito una strada diciamo democristiana, molto politica, introducendo con il Concilio Vaticano II molta più collegialità nelle decisioni pontificie di quanto ce ne fosse in passato. Di fatto la Chiesa Cattolica non ha più proclamato altri dogmi dopo quelli proclamati da Papa Pio IX, eccezion fatta per l’Assunzione proclamato da Pio XII (il papa ascetico).
        Sul dogma dell’Immacolata Concezione invece non ci vedo niente di particolare e ho la sensazione che tu lo confonda con la verginità della Madonna (corrigemi se sbaglio, come diceva Wojtyla!). Il problema teologico (un po’ di lana caprina ammetto!) del fatto che il Verbo si incarnasse in una donna “normale” cioè con il “peccato originale” sul groppone o invece fosse stata scelta ab origine e per questo “concepita senza peccato” non lo trovo così “drammatico” o “contraddittorio” per l’umanità. D’altronde sia il Cristianesimo che l’Islam pongono Maria come figura eminente e particolare nella storia delle due religioni e quindi porla un gradino sopra le altre creature non mi sembra sia teologicamente sbagliato in quanto “eletta”, “scelta”.
        Altro discorso è la verginità: lì credo ci sia tutto il Medioevo e l’ossessione per il sesso che la Chiesa Cattolica ha sempre avuto. D’altronde anche l’ebraismo prevedeva che le donne arrivassero vergini al matrimonio e quindi che Maria fosse vergine all’incarnazione di Cristo non mi sembra un’assurdità (sempre teologicamente parlando). Ma che successivamente alla nascita del Bambinello e per tutti gli anni successivi, fino a quando lo sposo Giuseppe sia rimasto in vita, lei non abbia avuto rapporti sessuali con il marito e magari generato un po’ di figli lo trovo “storicamente” impossibile (e non sai quante liti ho fatto su questo tema in passato!).
        D’altronde molti vangeli apocrifi parlano di fratelli e sorelle di Gesù e non tutti gli storici cattolici sono concordi nel ritenere l’interpretazione che con questi termini si dovessero intendere anche i cugini. Anche non vuol dire soltanto. D’altronde la predicazione del Messia ha origine al compimento dei suoi trenta anni, come scrivono i Vangeli, un po’ tardino per l’epoca. Che successe prima?
        Per ciò che concerne la transustanziazione beh lì andiamo sul fulcro della Fede cattolica e francamente non ho strumenti logici perché non ce ne sono, diventa più una questione – a mio avviso – intima, fideistica e soprattutto individuale.
        Onestamente non credo che il Sacramento dell’Eucarestia possa essere tanto differente se nelle Sacre Specie si conservi o meno la natura del Pane e del Vino. Penso anche qui sia un retaggio di una tradizione del passato, a partire dalle dispute teologiche con le confessioni protestanti, dove accanto alle questioni economiche (fondamentali) bisognava trovare un fondamento teologico agli scismi (per dare dignità insomma al vero problema, potere e denaro!).
        E su questioni come queste che trovo irritante il Prof. Odifreddi: sei perfettamente libero di ritenere la totale trasformazione del Pane e del Vino nel Corpo e nel Sangue di Cristo una corbelleria e pensare a coloro che ci credono alla stessa stregua di chi crede alla magia. Ciò che non hai diritto – specialmente in quanto professore universitario e quindi con un carico di responsabilità educativa – è insultare, deridere e offendere milioni di persone che hanno quella Fede.
        Trovo incredibilmente arrogante questo ergersi di Odifreddi a depositario di tutta la laicità e l’ateismo del pianeta, riducendo ogni cosa a un puro e semplice calcolo matematico e logico. Detesto questo suo modo di porgersi nei confronti di chi – a suo avviso – è più “ignorante” di lui e di scegliersi l’interlocutore privilegiato persino nel campo “avverso”. Anche il solo fatto di aver detto di preferire discutere con Joseph Ratzinger perché “alla pari” lo trovo squallidamente arrogante, non perché non lo siano ma perché con un po’ più di umiltà potrebbe sortire effetti migliori nei confronti di chi ha voglia – comunque – di confrontarsi con chi non crede. Preferisco mille volte il non credente Eugenio Scalfari ai non credenti Piergiorgio Odifreddi o Giuliano Ferrara (ateo devoto in procinto di tornare senza devozione).

        p.s. Credo che alla Chiesa Cattolica oggigiorno serva più un parroco di campagna che un teologo fine come Benedetto XVI: quest’ultimo probabilmente gli può servire di aiuto ma il Messaggio è meglio che lo racconti un semplice prete. Forse è questa la novità storicamente importante per il Cattolicesimo, che siano necessari adesso due papi per pascolare il gregge.

      3. Una nota sulla faccenda dei fratelli e delle sorelle di Gesù: in realtà, la questione dovrebbe essere semplice dal punto di vista filologico, anche nei vangeli canonici. In Marco 3, 32 (“Ecco tua madre, i tuoi fratelli e le tue sorelle ti cercano”) la parole utilizzate sono “adelphòi” e “adelphài”, che in greco vogliono proprio dire rispettivamente “fratelli” e “sorelle”. Per “cugino” esiste un’altra parola (“anepsiòs”). Non si capisce perché dovrebbe esserci questo uso allargato a parentele generali, come affermano i sostenitori dei “cugini”. Anche perché, nelle lettere di Paolo per esempio compaiono entrambi i termini adelphòs e anepsiòs, con i loro significati usuali. La sensazione è che effettivamente la Chiesa Cattolica abbia fatto un po’ di retconning per aggiustarsi col dogma della verginità mariana, introdotto nel secondo concilio di Costantinopoli.

        Ovviamente, il discorso è molto più complesso di come l’ho semplificato io; ti consiglio l’ottimo libro a riguardo: I Fratelli e le Sorelle di Gesù. L’autore, Ermanno Arrigoni, è una comune conoscenza di me e Antonio, ed è una garanzia su questo tipo di studi 🙂

        Luca

      4. Grazie del suggerimento, Luca. Il problema della corretta traduzione dei testi canonici consiste però nel fatto che anche la versione greca è una traduzione, in quanto sono stati scritti in aramaico, la lingua parlata da Gesù.
        Ciò non toglie che traduzione o non traduzione non dovrebbe togliere nulla alla fede cristiana, se avesse avuto fratelli o sorelle di sangue. Nulla toglie – al credente – al mistero dell’Incarnazione del Verbo, fondamento della Chiesa Cristiana in quanto fede in Dio che si fa uomo, diventa uno di noi. Non ho mai infatti compreso cosa cambi per un credente che Giuseppe e Maria avessero fatto altri figli.

      5. Certamente, in ogni caso non si spiegherebbe come mai fonti terze e indipendenti dai vangeli sinottici, scritte direttamente in greco, utilizzino gli stessi termini in significato letterale (per esempio le Antichità Giudaiche di Giuseppe Flavio, in cui viene citato il martirio di Giacomo “fratello di Gesù”).

        Quanto a cosa cambi per un credente che il suo messia avesse fratelli e sorelle di sangue, direi proprio nulla. Per l’ascetismo che ha influenzato la teologia cattolica da Gerolamo in poi, direi invece che crolla tutto.

  5. Bravo..fate una messa postuma per Welby così zittite Odifreddi e date alla vedova Mina quel conforto che la chiesa non le diede tanti anni fa.

    1. Paolo, avessi io quel potere lo farei. Anche se mi chiedo: sicuro che già non sia accaduto, soltanto in forma privata e magari Mina nemmeno l’ha voluto divulgare? Siamo sicuri che la forma pubblica, la pubblicità sia sempre in bene e non sia piuttosto un inutile show mediatico?

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