Settima Giornata – La clonazione

Se c’è una cosa che Cesare Prandelli dovrebbe fare, prima di lasciare l’incarico di Commissario Tecnico della nazionale di calcio, è quella di studiare opportunamente come clonare Francesco Totti.

Dato per morto un’infinità di volte, giocato e vinto un mondiale con una forma pressoché precaria, dopo il grave infortunio in campionato, otto anni dopo – se il campionato del Pupone continuerà così – è un imperativo morale convocarlo per i mondiali.

Capisco Francesco che in estate voglia dedicarsi alla famiglia e ai suoi bambini. Ora poiché i mondiali si disputeranno in Brasile faccia un regalo a noi malati del pallone: anziché la solita vacanza a Sabaudia, prenoti un bel mesetto di vacanza sulle spiagge di Rio de Janeiro per la sua famiglia. Se teme per l’incolumità della sua signora, assuma un gruppo di energumeni a proteggere la privacy della sua bellissima moglie, sebbene sulla sabbia di Copacabana o di Ipanema troverebbe degna competizione. Ma vada in Brasile, please!

Il Totti di sabato sera è stato stratosferico: non tanto per il primo gol, con quel missile rasoterra che ha bucato la porta nerazzurra, ma per quel gesto meraviglioso, in occasione del terzo gol, che ha compiuto davanti la propria difesa. Insomma abbiamo due vecchietti, Pirlo e Totti, che danno del tu al pallone e non hanno nessun timore reverenziale a giocare come giocherebbe un calciatore verde-oro, quindi sarebbe veramente un peccato non vederli insieme al Maracanà.

Continua inspiegabilmente a Roma la sobrietà della tifoseria giallorossa, forse ancora incredula davanti la striscia di sette vittorie in sette partite, che fanno della squadra di Garcia una delle pretendenti allo scudetto insieme alla Juventus di Conte e al Napoli di Benitez. E considerando che avrà solo il campionato, come Antonio Romeo ha già notato su queste pagine, allora ne vedremo delle belle.

Per il resto il Milan segue la parabola del suo Presidente onorario: nessuna difesa ormai è in grado di arginare gli avversari e la Juventus, temporaneamente in svantaggio, rimonta la squadra rossonera, guidata da quel Andrea Pirlo che – nonostante tutto quello che i milanisti gli hanno combinato – ancora dopo tre anni non esulta se segna alla sua ex squadra, alla quale deve tutto, fama e soldi. Grande classe, chapeau.

E veniamo alle mie note dolenti: dopo un primo tempo così così, con Ciccio Lodi che da buon ex prova a segnare e becca la traversa, il Catania nella ripresa segna, gioca benino ma si fa fregare a qualche minuto dal novantesimo. Credo che non guarderò più le partite del Cibali: troppa nostalgia per il mio sole, per l’atmosfera che inevitabilmente mi ricorda l’infanzia, quando mio padre mi portava allo stadio e io gli chiedevo perché dicessero “cornuto” all’arbitro. Insomma tra le coronarie a rischio con questo Catania e la nostalgia della terra natia, meglio farsi una bella dormita!

Lazio e Fiorentina si dividono la posta nel posticipo serale, mentre il Napoli divora il Livorno dopo i dispiaceri della Champions.

Per il resto gran bel Verona che passa largamente sul campo del Bologna e si porta alle spalle dell’Inter.

Prossima settimana gioca la Nazionale per completare il girone di qualificazione al Mondiale già vinto: vediamo quale cavolata farà Balotelli per farsi squalificare già alla prima giornata della fase finale in Brasile. Sarebbe forse il caso che Prandelli elabori un piano B nel caso l’attaccante rossonero compia qualche sciocchezza delle sue e lasci scoperto l’attacco proprio durante il soggiorno carioca.

Riprenderò questa rubrica dopo la sfida di venerdì 18 fra Roma e Napoli che si preannuncia come una partita emozionante, con la Roma che non soltanto vorrà inanellare l’ottava vittoria consecutiva ma sicuramente cercherà di spingere ancora più dietro una delle principali protagoniste.

Vedremo se Roma – la città intendo – sopravviverà alle tifoserie idiote che inevitabilmente – temo – vorranno sfogare i propri istinti animali.

Annunci