Rodotà e l’italiano al tempo dei tweet

Ci sono caduto anche io, stamattina, nel misunderstanding delle dichiarazioni di Stefano Rodotà sul comunicato delle BR che invitavano all’escalation armata i No-Tav.
Complice una giornata in campagna, fra una raccolta degli ultimi frutti estivi e un ultimo BBQ al sole dell’Umbria, ho letto distrattamente un tweet che riportava la dichiarazione del giurista calabrese: “parole deprecabili ma comprensibili“. Rodotà ha spiegato successivamente – mi par di capire in diretta TV su SkyTg24 (non ho visto la TV oggi, bellissima sensazione peraltro) – che era stato frainteso e che considerava inaccettabili le parole dei brigatisti, pur comprendendo il motivo per cui esse erano state vergate nel comunicato poiché da parte dei BR non c’era stata una assunzione di responsabilità e soprattutto il riconoscimento del legittimo stato di diritto repubblicano.
Ora soltanto uno stolto e in malafede come il ministro Alfano poteva strumentalizzare tali dichiarazioni, ammetto però una cosa: a volte Rodotà commette l’errore di parlare come se oggigiorno non ci fossero Facebook e Twitter. Mi spiego meglio: quando ad aprile paventò l’opportunità di ritirarsi dalla competizione per il Colle, per favorire l’elezione di Prodi (opportunità poi rifiutata dai Cinque Stelle che hanno preferito lo scontro frontale per favorire l’inciucio così da poter apparire sempre vergini), Stefano Rodotà lesse un comunicato così ermetico che in molti lo dovettero leggere almeno un paio di volte per comprendere che si trattava un sostanziale ritiro.
Ho l’impressione che a volte il grande giurista dimentica che siamo figli di un altro tempo, fatto di immediatezza e di contemporaneità. Non che questo sia per forza un bene, anzi. Servirebbe invece un supplemento di riflessione molto spesso, anziché utilizzare soltanto i tweet e la rete per informarsi. Però questo è il tempo che ci è dato vivere e con questi media dobbiamo fare i conti.
Se avesse ad esempio utilizzato l’aggettivo “prevedibili” e avesse speso qualche minuto in più per spiegarlo, forse tutto questo casino di oggi non ci sarebbe stato.
Purtroppo al tempo dei tweet basta un po’ di demagogia e la frittata è fatta.

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