Il prezzo della democrazia

Si fa grande enfasi, stamattina, sulla cifra di circa mezzo miliardo di euro quale indennizzo per la CIR di De Benedetti a seguito della corruzione del giudice Metta da parte di Silvio Berlusconi, affinché la sentenza sul Lodo Mondadori venisse pilotata.

È abbastanza normale perché si tratta di una cifra enorme, anche se dovremmo sempre considerare il valore della Mondadori, principale casa editrice in Italia.

Presi come siamo dalle vicende personali del senatore Berlusconi, abbiamo forse trascurato un “piccolo” dettaglio: con la vicenda Mondadori Silvio Berlusconi ampliò a dismisura il suo impero mediatico, con una concentrazione di media sotto il suo controllo che non ha precedenti nell’Occidente. Grazie a quella sentenza comprata, Silvio Berlusconi pose le basi delle sue armi di distrazioni di massa che nel 1994 furono certamente determinanti nella discesa in campo e nella conseguente vittoria del 27-28 marzo di diciannove anni fa.

Adesso – dopo oltre venti anni – sappiamo che la nostra democrazia è stata falsata da uno scippo sulla proprietà editoriale del maggior gruppo del settore.

Questi 500 milioni di euro, che adesso sono dovute alla CIR, sono nulla rispetto al prezzo che la nostra democrazia ha pagato per l’assenza di un controllo dell’informazione sulla politica, come dovrebbe avvenire in un Paese normale e come avviene in tutti i grandi paesi di democrazia consolidata.

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