Terza giornata, terza stazione

Non ci vuole certo il posticipo di stasera fra Parma e Roma per commentare la terza stazione della Via Crucis, che gli eroi in maglia e mutandoni rosso-azzurri (ieri candidi come la rete del Livorno) hanno regalato ai loro tifosi. Per fortuna i dolori di una forte sciatica, che mi sta torturando da oltre quindici giorni, reggendomi in piedi con dei siringoni di antidolorifici e cortisonici, sono stati tali da farmi calare un bell’abbiocco dopo nemmeno quindici minuti del primo tempo e per quasi tutta la ripresa, sonnellino interrotto soltanto per gustarmi (si fa per dire!) il secondo gol di Paulinho e per apprezzare delle enormi giocate di Tsachidis, rimpiazzo di Lodi andato a Genova, sponda rossoblu (guardarsi il derby della Lanterna per capire chi ha fatto l’affare!), e delle grandissime parate e sicurezze che il portiere della nazionale argentina Andujar ha regalato a noi poveri emigranti davanti la TV.

Certo mancano ancora trentacinque giornate, altrettante stazioni per come stanno andando le cose, e il tempo di recuperare certamente c’è, specialmente per la poca qualità delle avversarie dirette per la salvezza.

Però converrà certamente con noi il nostro Presidente Nino Pulvirenti che è lecito – per noi sportivi con questa strana modificazione genetica al livello del miocardio, che si è trasformato fisicamente, ottenendo una forma meno tradizionale e con una proboscide e due zanne in bell’evidenza – dubitare delle sue ultime performance manageriali. Comprenderà il nostro scetticismo specialmente dopo il fallimento della sua compagnia aerea che ci ha privato della possibilità di tornare più spesso e a basso costo nella nostra terra natia: dopo aver visto partire Biagianti, che proprio ieri ha giocato a Livorno, dopo aver dato via Lodi che tante soddisfazioni aveva regalato alla tifoseria, è abbastanza normale che noi ci si aspetti un po’ più di chiarezza, dopo un’estate passata a sognare risultati mai raggiunti per la squadra etnea.

Comprenderemmo – qui nel Continente – se il presidente del Catania ci dicesse chiaramente: “se la sfanghiamo anche quest’anno andrà di culo“, un po’ volgare ma efficace, e ce ne faremmo persino una ragione, perché non possiamo certo che essere grati alla dirigenza Pulvirenti per questi bellissimi anni trascorsi alla guida del Catania.

Rimarrà sempre – a perenne memoria – il ricordo del 4-0 alla Favorita: uno dei momenti più esaltanti della nostra storia sportiva, con il gol da centrocampo di Peppino Mascara che è indelebile nella nostra mente di sportivi al pari degli urli di Tardelli e Grosso ai mondiali, della rimonta di Alberto Cova a Helsinki, dello slalom di Tomba a Calgary!

E se dovremo tornare in serie B, pazienza, ci sorbiremo gli sfottò rosanero, gli anni di purgatorio: basta però che ci sia chiarezza, senza farci sognare folli traguardi per poi magari salvarci all’ultima giornata come qualche anno fa, in casa con la Roma.

Molti di noi emigranti cominciamo ad avere un’età a rischio per quanto riguarda l’infarto: non si becchi il Presidente Pulvirenti una denuncia preventiva per procurato allarme.

Per quanto riguarda le altre partite, la Roma oggi ha la possibilità di raggiungere il Napoli in vetta. Finalmente la Juve (grazie Inter!) è dietro dopo tanto tempo! Mi auguro che ciò avvenga, così la settimana preparatoria al derby, che a Roma è più importante della famiglia, la possiamo vivere in condizioni di esaltazione in entrambe le tifoserie, senza i soliti piagnistei che è possibile ascoltare nei taxi romani.

La giornata ci ha regalato anche il salvataggio in extremis di Balotelli al suo Milan, nonostante una leggerezza della difesa granata, e un grande Genoa che ha vinto largamente sui rivali cittadini.

Per il resto grandissimo “ciuccio“: chissà quanto ce la farà a continuare, ma per adesso un po’ la zebra juventina può anche aver paura.

La prossima giornata il Parma scende giù al Cibali-Massimino: speriamo di dare un bel dispiacere a quell’antipaticone del sindaco Federico Pizzarotti, con quell’aria grillina da “sappiamo tutto noi“. Magari il nostro sindaco, Enzo Bianco, gli potrà regalare – per consolarsi – una bella pianta, di quelle che starà già piantando in giro per la città! Magari un bel gelsomino profumato, così da annullare l’effetto allucinogeno dei fumi che il nuovo inceneritore che evidentemente emette, unica spiegazione per le corbellerie che stamattina su la7 il sindaco Pizzarotti ha potuto liberamente esprimere (in barba al vecchio veto di andare in TV!).

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1 Comment

  1. Visto da Nord
    La terza giornata vista da un cuore nerazzurro:
    In questo sabato cambio il mio status da tifoso da divano, in tifoso da stadio, approfittando della risalita dalla Sicilia di un piccolo tifoso nerazzurro e della sua mamma, per assistere al cosiddetto “Derby d’Italia”. Questa partita è sempre stata la più sentita insieme al derby vero, ma si può dire che da parecchi anni a questa parte mi emoziona ancora più di Inter-Milan.
    La fila per entrare allo stadio è stata molto più rapida di altre volte, e ci sistemiamo tutti e tre nel primo anello rosso, in una zona in cui ci sono anche parecchie maglie di tifosi bianconeri. Il clima tra le due tifoserie è comunque sereno (scoprirò poi che invece, nella parte opposta dello stadio, c’è stato un episodio di violenza con uno scontro tra tifosi).
    Primo tempo in cui la porta più vicina è quella di Buffon; si parte con una formazione prudente, unica punta Palacio, e subito dietro di lui Alvarez. Primo tempo discreto, con un paio di occasioni interiste (Nagatomo e Guarin), e dall’altra parte un paio di incursioni pericolose. Tra i migliori Campagnaro e Cambiasso per l’Inter, un fantastico Pirlo e Vidal per la Juve. Non voglio fare il “piangina” e criticare Orsato che nel complesso ha arbitrato discretamente, ma vorrei capire perchè Lichsteiner, già ammonito, è stato graziato in occasione di un fallo cattivo. Graziato dall’arbitro ma non dal proprio allenatore, che lo cambia subito dopo l’intervallo.
    Il secondo tempo inizia con un dominio territoriale interista, e con la Juve pericolosa in contropiede. Una buona occasione per Palacio di testa, quindi Mazzarri prova a rischiare e mette dentro Icardi al posto di un buon Taider (io avrei tolto Guarin). A un quarto d’ora dalla fine Alvarez (cioè, Alvarez, non so se avete presente!) ruba di forza un pallone a Chiellini, fugge in contropiede e mette un bellissimo pallone dentro l’area, su cui si inserisce Icardi che colpisce! 1-0 Inter. Faccio in tempo a pensare che la Juve, se non trova il pareggio subito, si espone al contropiede di Icardi e Palacio, e subito dopo una percussione di Asamoah mette un cross fantastico per Vidal, che non colpisce benissimo, ma spiazza Handanovic. 1-1, l’Inter sbanda, la Juve ha un paio di occasioni per vincere, poi la partita termina. Prima dell’inizio avrei messo la firma sul pari, dopo mi resta il rimpianto per un’occasione sprecata, anche se la Juve dopo il pari avrebbe potuto raddoppiare.
    La cosa migliore è il perdurare dell’imbattibilità dell’Inter quando sono allo stadio!

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