11 settembre 2151

Quando i pronipoti dei nostri pronipoti, nel commemorare il 150° anniversario dell’attentato delle Torri Gemelle, studieranno, spulceranno e cercheranno di capire il nostro tempo, e magari si imbatteranno nei verbali e nelle videoclip della Camera dei Deputati, troveranno il deputato del Movimento Cinque Stelle, Paolo Bernini, sostenitori dei microchip americani sottocutanei, sostenere che gli attentati a New York e Washington fu un “inside job“, un fatto interno:

Probabilmente avranno già letto l’epico discorso di Maurizio Paniz, nella scorsa legislatura, con il quale l’avvocato veneto sosteneva una tesi, votata dalla maggioranza dell’epoca, nella quale si beveva che Silvio Berlusconi credette veramente che Ruby Rubacuori, al secolo Karima el Marough, fosse realmente una nipote di Mubarak e proprio per evitare una crisi internazionale con uno dei più potenti politici dell’area, punto di equilibrio fondamentale nell’irrisolto conflitto israelo-palestinese, che l’affidò non a un console a Milano, non all’ambasciatore egiziano a Roma, all’Imam, a qualunque altra personalità ma a una … mignotta!

Oggi altro capolavoro: per la prima volta – spero – in un Parlamento occidentale, un deputato, rappresentante della Nazione ai sensi della Costituzione che dicono di voler difendere. sostiene che gli Stati Uniti si siano fatti l’attentato da soli.

Poi certo vorremmo capire ad esempio perché abbiano dovuto utilizzare quattro aerei: per un complotto interno non bastava la prima torre?

Non ho ben capito cosa sostenga a riguardo del terzo velivolo, che la propaganda massonica sostiene essersi schiantato sul Pentagono quando evidentemente è chiaro che l’aereo American Airlines 77 è stato sequestrato dagli alieni, partecipi del complotto con quel genio – secondo le meno obiettive biografie, pensate quelle a favore! – del Presidente Giorgino W. Bush.

Poi sicuramente non esiste nemmeno il quarto aereo, quello per il quale si è fatto persino il film, lo United Airlines 93, che si sarebbe schiantato in Pennsylvania per l’eroismo dei passeggeri, storia che non regge – ovviamente – buona com’è per una pellicola.

Invece, il deputato Bernini, sempre rappresentando la Nazione (parlava in aula, non al bar!) anche se ammette di parlare a titolo personale, sostiene che è stato un lavoro interno, un complotto, accreditando la tesi spazzatura che da oltre 10 anni imperversa nelle fogne della rete, alimentando coloro che evidentemente non possono credere che la follia umana e l’odio razionale di Bin Laden e di Al Quaeda possa aver partorito questo attentato.

Leggeranno i nostri futuri nipotini storici queste vicende: dopo aver chiuso i libri, spento i computer (che all’epoca saranno spaziali immagino! Altro che microchip sottocutanei!) e bevuto un bel sorso d’acqua, chiederanno – terrorizzati – ai loro genitori: “ma noi non siamo discendenti di questi qua, vero? Siamo immigrati in Italia dopo il 2013, vero?“.

 

p.s. Ho appena finito di vedere Debora Serracchiani fare a pezzi il vice presidente della Camera Di Maio, del Movimento Cinque Stelle. Debora for president!

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