Devoti laici

Inaugurata da Giuliano Ferrare all’indomani dell’elezione al Soglio di Pietro, la categoria dei devoti atei e laici è adesso in continua espansione.

Nemmeno sei mesi fa, dopo una giornata di pioggia snervante, con un gabbiano che faceva capolino sul comignolo della Sistina, apparve sul Loggione della Basilica di San Pietro quest’uomo venuto dalla fine del mondo. Si presentò con un Buonasera e chiese di pregare per lui.

Mentre tutte le TV del mondo si collegavano dal Vaticano, sui social network, specialmente i due principali Facebook e soprattutto Twitter, montavano le polemiche per questi collegamenti dei media. Personalmente scambiai qualche tweet con qualcuno che si lamentava e i toni erano soprattutto questi: “Perché le TV sono così interessate all’elezione di un capo di stato straniero?“, “Siamo un Paese a sovranità limitata! Tutta l’informazione per l’elezione del Papa!“, “Perché non se ne va via dall’Italia e se lo prendono a rotazione nel mondo!“, “L’Italia sarà un Paese civile quando non ci sarà più la Chiesa Cattolica“, “Tutto questo casino perché viene dall’America Latina. È un italiano, i suoi genitori erano piemontesi” (come se fossero molti i superstiti del massacro dei nativi ad opera dell’uomo bianco, cristiano ed europeo nell’immenso continente americano!), “Il Papa deve pensare solo a pregare, non a fare politica“, “Vedremo se questo Papa continuerà l’ingerenza della Chiesa nella Politica“, e potremmo continuare a dismisura.

Scoppia in tutta la sua crudeltà la crisi siriana e che succede? Tutti lì a seguire il Pontefice che scrive a Putin (si noti però che la telefonata ad Assad non c’è stata e che Putin presiede il G20) , digiuno, applausi, persino dai più ferventi anticlericali e radicali!

Eppure questo straordinario personaggio, meraviglioso ed encomiabile nei suoi sforzi per il mantenimento della pace e lo stimolo verso una soluzione politica per l’area mediorientale, sta facendo Politica.

Ma Politica alta.

Con un G20 che si è trasformato di fatto in un G20+1 per la forza del suo lavoro.

Ma non era sempre quel prete, figlio di piemontesi, che doveva starsene in giro per il mondo e non intromettersi più nella vita pubblica delle nazioni?

 

 

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