Gratias agimus tibi

Dobbiamo essere grati a Benedetto XVI, che con la sua rinuncia al ministero petrino ha consentito prima di discutere di storia dell’umanità, nella settimana più orrenda dell’ultima campagna elettorale per le politiche, e poi ha consentito al Conclave di voltare pagina ed eleggere un pontefice un po’ sui generis come Bergoglio che un giorno sì e l’altro pure attira su di sé l’attenzione dei media.

Per chi è malato di informazione come il sottoscritto tirare un po’ il fiato dalle straordinarie performance teatrali di Silvio Berlusconi e Beppe Grillo, circondati dalle loro rispettive claque adoranti, è come respirare un po’ di ossigeno dalle mascherine di un aereo (il nostro Paese) in seria picchiata.

Il partito di Berlusconi va in assemblea permanente come nelle occupazioni scolastiche, quello di Grillo si inventa un sit-in davanti a Montecitorio … Nemmeno a scuola!

Dobbiamo ringraziare il cielo che la situazione non è così grave come i due leader populisti sbraitano perché se così fosse ho la sensazione che saremmo molto più vicini al Cairo di quanto non pensiamo.

Come a scuola, dopo un po’ di tolleranza, i dirigenti scolastici sono costretti a chiamare i carabinieri, non vorrei che ci ritrovassimo anche noi i colonnelli.

E per fortuna che al Quirinale c’è Giorgio Napolitano che sopporta – con santa pazienza – persino l’arroganza di un abbronzatissimo  Grillo (la mia è pura invidia non essendo andato ancora al mare), che lo invita di fatto a fare un golpe contro il Parlamento!

Aspettiamo la prossima omelia di Papa Francesco e la prossima Giornata Mondiale della Gioventù a Rio de Janeiro così almeno non avremo nemmeno il tempo di ascoltare, di commentare e di scrivere articoli su quell’indegno spettacolo che la nuova e vecchia classe dirigente del nostro Paese sta quotidianamente offrendo sul palcoscenico della nostra società.

 

p.s. L’unica buona notizia di questa surreale giornata nel Palazzo è che il Presidente del Consiglio Letta sta rispondendo al Question Time della Camera dei Deputati. L’ultimo premier a degnare il Parlamento era stato Romano Prodi nel 2007. Giusto per ricordare che sono sempre tutti uguali secondo il comico genovese

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