Privacy e anonimato

Ieri ho ricevuto un commento a questo post, firmato da un sedicente (mi scuso per le volgarità) stocazzoritto, linkato al sito vaffanculo.it.

Il commento recitava “e stronzo magistrale” e onestamente non ho capito se si rivolgesse all’oggetto del post, Beppe Grillo, oppure – più plausibilmente – al suo autore.

Non è che me ne freghi più di tanto: una volta ricevetti un feedback a una mia foto firmato da un indirizzo e-mail fantasma, lapuraverità@…, e so bene che l’anonimato in rete è prassi assai diffusa.

Quello che non capisco è una cosa: se non te ne frega niente di quello che leggi, se non ti piace, non puoi semplicemente cliccare sulla X e chiudere il tuo browser? Cosa c’è di vanto nell’essere troll anonimi? Se hai qualcosa da dire firmati, con nome e cognome. Se mi devi mandare a quel paese, dirmi che sono uno stronzo, sei liberissimo di farlo anche su queste pagine.

L’unica cosa che ti chiedo è di avere le palle e firmare i tuoi commenti: altrimenti diventa inutile pensare di tutelare la privacy quando questa tutela nasconde la libertà di insultare e di generare casino per distruggere le idee degli altri.

Mai letto Voltaire in merito, caro troll dei miei stivali?

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