Ego te absolvo

Come Papa Wojtyla, che si recò a Rebibbia a visitare e perdonare il suo attentatore, Alì Agca; come Papa Benedetto XVI che ha perdonato e concesso la grazia a Paolo Gabriele, il maggiordomo che ha trafugato documenti riservatissimi e personali del Papa emerito, così sembra che Beppe Grillo abbia ieri magnanimamente chiamato la senatrice Pinna e le abbia profuso il suo telematico perdono.

Forse al comico genovese avrà colpito la scarsa affluenza alle urne, alla chiamata all’adunata virtuale di ieri, per la crocifissione pubblica della parlamentare traditrice, Adele Gambaro: su poco più di 60 mila iscritti al blog e aventi diritto di voto meno di ventimila hanno partecipato alla consultazione nella quale – per una decisione così delicata –  non è prevista nemmeno una maggioranza qualificata che possa in qualche modo definire una linea forte e autorevole del Movimento.

Ben il 75% della Rete, come la definiscono i ripetitori del mantra grillino, non ha ritenuto opportuno partecipare alla votazione per l’espulsione della Gambaro, nonostante non dovessero spostare il loro culetto dalla sedia e dovessero semplicemente inserire user name e password e votare.

Così – per timore di un altro flop telematico – papa Beppe I ha concesso il perdono alla rea Pinna, mostrando quindi attenzione verso il gruppo di eretici e dissidenti, i novelli Martin Lutero della setta pentastellata.

Come sempre e come Giambattista Vico ci ricordava la storia si ripete e ancora una volta dalla tragedia si ripete in farsa.

Prima finisce questa legislatura e meglio è. Così molti di questi fanatici tornano a casa.

 

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