Poteva andare peggio

20130602-101048.jpg Qui a fianco vedete colui che sarebbe potuto essere il nostro Re d’Italia se poco meno di due milioni di persone, il 2 giugno 1946, avessero deciso di andare al mare anziché recarsi alle urne.
Ecco perché l’astensionismo come scelta è sempre una scelta perdente.
Buona Festa della Repubblica.

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2 Comments

  1. Sapendo come la pensi sul finanziamento pubblico ai partiti, l’astensionismo al referendum del ’93 sarebbe stata una scelta perdente? 😉 Viceversa, nel 1946 quei due milioni di elettori anziché andare al mare avrebbero potuto votare per la monarchia, e ora ci ritroveremmo l’emulatore di drag queen come re.

    Buona festa della Repubblica anche a te!

    1. Beh naturalmente bisognerebbe storicizzare gli eventi. Come saprai il referendum istituzionale fu il primo evento elettorale a suffragio universale diretto e quindi era molto sentito, rispetto ai referendum abrogativi. In ogni caso la gente andò ai seggi e scelse la repubblica.
      Nel 1993 ho votato e nemmeno mi ricordo se ho votato sì o no, ma c’era certamente un clima assai differente da quello che vediamo ora e l’istituto referendario era molto sentito in termini di partecipazione. Poi più tardi i radicali decisero di inflazionarne l’utilizzo, e così perse di ogni possibile appeal. Se poi ci mettiamo il conflitto di interessi di Berlusconi e il referendum sulle TV spacciato come referendum sulla sua persona …
      Comunque per fortuna nel 1946 la gente andò a votare e votò Repubblica, altrimenti non so se sarebbe stato sano – per le coronarie – avere Emanuele Filiberto come Re.

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