Finalmente crescita

Il Consiglio dei Ministri ha varato il Disegno di Legge che abroga il meccanismo dei rimborsi elettorali e introduce il finanziamento dei privati ai partiti. Il pubblico contribuirà solo con sedi, spazi TV e sconti sulle bollette telefoniche.

Finalmente!

Finalmente adesso si potrà ragionare di politiche per la crescita, senza quella grossa palla al piede che sono i partiti politici che si prendono ogni anno oltre cento milioni di rimborsi!

Finalmente con questi cento milioni di euro risparmiati si potranno pagare i fornitori della Pubblica Amministrazione (che vantano crediti mille volte superiori è un dettaglio per noi rompiballe!).

Finalmente potremo essere un vero modello per l’Unione Europea, essendo l’unico stato europeo a non prevedere un meccanismo di finanziamento pubblico della Politica. Non ci seguirà nessuno? Peggio per loro!

Finalmente basterà avere una buona idea, trovare un certo numero di finanziatori, e poter fare politica. Facile no? D’altronde com’è quella balla che Obama si è interamente finanziato on-line? C’è la rete, no?

Finalmente anche in Italia potremo introdurre quel sistema che in tutti gli altri Paesi hanno rifiutato per evitare i condizionamenti troppo forti dei gruppi di potere e che persino in US stanno mettendo in forte discussione (5 miliardi di dollari di campagna elettorale mi sembrano tantini, anche se sono privati! Qualcosa in cambio vorranno, o no?).

Finalmente in Italia si è istituzionalizzata l’anomalia Berlusconi, consentendo che soltanto i ricchi possano fare politica. Manca solo rendere legale il fatturato delle mafie e con quei soldi avremmo risolto ogni problema di debito, di deficit e di crescita. Che poi si retroceda ad una repubblica non tanto delle banane ma proprio a barzelletta mondiale è un dettaglio, un costo inevitabile di fronte al male assoluto del finanziamento pubblico ora dei partiti, in futuro, chissà, di ogni cosa!

Mi chiedo tuttavia alcune cose.

Mi chiedo cosa pensino, di questo provvedimento, coloro che stamattina marciavano a pugno alzato per salutare Franca Rame e che spesso sono stati dalla parte della novità politica che rivendica la vittoria morale della fine del finanziamento dei partiti (compresi Fo e la Rame).

Mi chiedo se sappiano che passata la sbornia del qualunquismo e del populismo la politica sarà appannaggio soltanto dei ricchi e di chi non ha bisogno di fondi perché già di suo ha il necessario per campare e fare politica, tipo una precedente professione nel mondo dello spettacolo.

Mi chiedo se capiscano che fra solidarietà ed elemosina ne corre: la prima è positiva, la seconda è offensiva per la dignità dei poveri.

Mi chiedo se comprendano a pieno che fra qualche anno – senza la presenza del controllo pubblico su un bene primario come la democrazia – l’oligarchia sarà la regola e non l’eccezione.

A quelli che oggi da sinistra festeggiano, dalla componente renziana del PD, che ne ha fatto una battaglia durante le primarie, alla componente di sinistra del Movimento Cinque Stelle, vorrei sommessamente ricordare che l’abolizione di un finanziamento pubblico ai partiti è una cosa semplicemente di destra, conservatrice e liberista, che apre la strada non a maggiori politiche di welfare e di solidarietà, ma a politiche opposte. E ciò per la semplice lapalissiana conseguenza che magari non subito, magari non fra tre anni, ma fra un decennio, coloro che dovrebbero essere portatori di istanze sociali, di solidarietà e di progresso sociale non avranno più i fondi per portare avanti le loro idee e le loro politiche.

Rimarranno quindi i liberisti, rimarrà la destra che dall’alto della sua ricca magnanimità concederà ai meno abbienti un po’ della loro ricchezza, un po’ di elemosina. In America si chiama trickle-down e un campione fu Ronnie Reagan che in Europa aveva la sua dolce metà in Maggie Thatcher.

Ecco in Italia siamo arrivati alla reaganomics con qualche decennio di ritardo e francamente non se ne sentiva proprio il bisogno.

Certo le forze politiche hanno le loro responsabilità ma lo Stato ha il compito di garantire a tutti la possibilità di partecipare alla vita pubblica, facilitando le pari condizioni, non acuendone le differenze. Se ci sono state distorsioni andrebbero corrette, non si dovrebbe buttare via il bambino con l’acqua sporca!

Mi auguro che in sede di discussione parlamentare del d.d.l. il Parlamento possa discutere liberamente e provare a trovare una soluzione che consenta anche a chi non è ricco di poter fare politica e aspirare – un dì – a guidare il Paese.

Perché si comincia così a tagliare i finanziamenti pubblici e non si sa dove si va a finire con la scure.

Forse sarebbe meglio, dal momento che la procedura di infrazione dell’UE è stata chiusa, pensare a come costruire la crescita del nostro Paese: perché tanto altri tagli porterebbero solo ad altre emorragie! A meno che si pensi di passare dalla decrescita felice a quella infelice. E siamo sulla buona strada per quest’ultimo obiettivo!

 

p.s. Mi piacerebbe sapere quale sarebbe l’alternativa, per coloro che oggi si scandalizzano per il fatto che il PD ha annunciato la Cassa Integrazione per i propri dipendenti, per risolvere il problema di questi 180 lavoratori del partito. Facciamo stampare i soldi a Misiani, il tesoriere del PD?

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