Vincere il Grillo in noi

Posso dire che questo post di stamattina mi fa schifo da morire e che il suo autore dovrebbe quanto meno vergognarsi di solleticare la rabbia del Paese, soltanto per tirare su qualche voto che evidentemente a destra stanno recuperando dopo la sbornia di febbraio?

Posso ragionevolmente credere che i militanti e gli attivisti più attenti del Movimento Cinque Stelle provino lo stesso sdegno e la stessa mia indignazione per il solito vergognoso teorema che un crimine commesso da uno straniero di colore e magari fedele di Allah sia maggiormente efferato dello stesso crimine commesso da un bianco, italiano e magari di fede cattolica romana?

Posso scrivere che quanto sostenuto da Beppe Grillo mi fa orrore senza che nessuno si offenda dicendo che non rispetto i milioni di voti che egli ha ottenuto, come se quei nove milioni siano tutti dei suoi followers?

Possibile che il colore della pelle di una persona nel 2013 sia ancora così drammaticamente importante da farci perdere di vista che non si tratta di un problema cromatico (applauso convinto a Severgnini!) ma di crimini commessi da uomini e donne indipendentemente dalla pigmentazione?

Forse – come per il Cav. – non dobbiamo temere Grillo in sé ma il Grillo in me.

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