Essere d’accordo

Se c’è una cosa che proprio non potrò mai perdonare a Grillo e ai suoi parlamentari pentastellati è che in questi tre mesi mi hanno costretto a dare ragione a Feltri, Facci, Sgarbi, Cicchitto, Brunetta, Sallusti, Belpietro, Mughini, Ferrara e tanti altri giornalisti e politici berlusconiani.

L’ultimo in ordine di tempo è ancora una volta Vittorio Feltri con il suo editoriale di oggi su Il Giornale dove spiega, con estrema crudezza, il capolavoro di Grillo. E se lo leggiamo accanto all’intervista su la Stampa dello stesso leader del Movimento Cinque Stelle, non possiamo non constatare l’incredibile distorsione della realtà che l’ex comico genovese sta compiendo nei confronti degli elettori.

Afferma Grillo che l’ultimo argine a Berlusconi è il suo Movimento e che alla fine ne rimarrà soltanto uno, lui o il nano (citazione testuale). Ma Feltri, che sarà anche antipatico ma cretino non lo è di certo, nota piuttosto invece il grande successo – si fa per dire – proprio di Grillo: doveva cancellare il Cavaliere dalla politica e invece ha voluto cancellare il suo oppositore, ridicolizzandolo (l’ho sentito ancora parlare a Bersani, forse nemmeno è a conoscenza che il PD ha un altro segretario ormai!) con lo streaming e con quella ridicola deputata della Lombardi che nonostante sia laureata in Legge nemmeno era a conoscenza del limite inferiore dei 50 anni per il Capo dello Stato.

Doveva consegnare alla storia il Cavaliere e invece se lo ritrova a capo della prima coalizione e con un partito stimato intorno al 30%. Aveva a disposizione il 25% dei consensi, primo partito della Penisola e secondo considerando i nostri connazionali, e invece ha preferito minare il PD con il risultato che il Cavaliere sventola il vessillo del vincitore e la golden share del Governo. Non ha voluto Bersani a Palazzo Chigi e si ritrova Enrico Letta con Angelino Alfano vice premier.

Ecco se c’è una cosa che non perdonerò a Grillo è il dover dare ragione a Vittorio Feltri stamattina!

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