Compagni che sbagliano?

Facciamo un giochino, giusto per capire a che gioco stiamo giocando con la democrazia italiana.

Facciamo finta di essere tornati agli anni ’70 e che il professor Becchi, anziché scrivere sui blog di Beppe Grillo e Claudio Messora, scriva su l’Unità, organo ufficiale del Partito Comunista Italiano. Facciamo finta, per comodità perché siamo anni luce di diversa statura politica, che Beppe Grillo sia Enrico Berlinguer e Claudio Messora sia Pietro Ingrao o Giancarlo Pajetta o Aldo Tortorella o Alfredo Reichlin, fate un po’ voi (all’epoca si alternarono alla direzione del quotidiano fondato da Gramsci).

Ora immaginate che il professor Becchi degli anni ’70 scriva sull’organo ufficiale del Partito Comunista Italiano da sempre, tanto che in molti – mai smentito – lo considerano un ideologo, un maitre à penser del Comunismo italiano.

Poi un giorno degli anni ’70, che per chi non lo ricorda sono gli anni passati alla storia come di piombo, scrive che se le cose continuano ad andare così non ci si può sorprendere se poi la gente imbraccia i fucili. Provocazione certo, ma con le Brigate Rosse che insanguinano il Paese forse, sul Quotidiano Comunista apparirebbe non soltanto una breve smentita dei gruppi parlamentari, ma Enrico Berlinguer in persona a prendere le distanze da questo pazzo furioso, sbattendolo fuori da ogni possibile riunione di sezione o di casa del popolo.

E invece, dopo 40 anni, nulla: il professor Becchi non è l’ideologo, scrivono i pentastellati, e il loro capo politico, colui che è andato al Quirinale per parlare con il Presidente della Repubblica, non ha ancora proferito parola e sono passate già 24 ore.

Forse pensa che il docente ligure sia un compagno che sbaglia, come molti estremisti all’epoca giustificavano i terroristi.

Ci auguriamo soltanto che la storia – come tradizione – ogni volta che si ripete lo fa passando da tragedia a farsa. E così come il Movimento Cinque Stelle è niente, se confrontato al PCI, e tra Enrico Berlinguer e Beppe Grillo c’è la stessa distanza che intercorre tra la Terra e Alpha Centauri, almeno stavolta non ci saranno gli anni di piombo, ma solo le cazzate di un professore barone universitario.

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1 Comment

  1. Ah, Vincenzo forse hai toccato il nervo scoperto! Tu come me hai amici appassionati di Cinque Stelle. Nel mio caso ( e forse anche nel tuo) sono amici cari, con cui trascorro sempre con piacere del tempo. E sono persone in gamba, intelligenti, capaci nel loro campo. Ma ho più volte avuto il sospetto che non abbiano memoria storica. Ricordo una conversazione sulla mafia, una sera a cena, e la fonte da loro citata era non so che instant book di un giornalista inglese. Quando ho portato Sciascia nel discorso, la reazione è stata “Non so quanto sapesse Sciascia di mafia ma….” Oibò!
    Quindi non conterei su una profonda conoscenza delle dinamiche degli anni di piombo. Questa è gente che guarda al futuro letteralmente, nel senso che il passato per loro è un buco nero di peccati tremendi che si vogliono scordare. O magari come spesso capita il corso di storia alle superiori si è concluso con la seconda guerra mondiale, e nessuno ha pensato mai di metterli in contatto con i successivi 50 anni.
    Forse possiamo dare tutta la colpa ai programmi ministeriale e lavarcene le mani anche noi 😉
    Sono molto scoraggiata, ma che vuoi fare!

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