La sinistra asintotica

Ieri sera, ascoltando in autobus il TG Zero di Radio Capital, mi è capitato di ascoltare una signora, Fiamma, intervenire per esprimere la sua opinione contro l’eventuale incarico a Matteo Renzi, incarico che per tutta la giornata di ieri sembrava quasi imminente.

Interpellata dal conduttore, Edoardo Buffoni, su quale coalizione avesse votato alle scorse elezioni, la signora Fiamma ha descritto il proprio percorso decisionale che l’ha portata ad esprimere la propria preferenza alle urne. Vediamolo per sommi capi.

Escluso Matteo Renzi alle primarie (perché di destra) e insoddisfatta di Bersani e del PD (non di sinistra), aveva deciso di votare SEL di Nichi Vendola. Ma non era sufficiente, perché alleato del PD e quindi una coalizione non puramente di sinistra, ma di centrosinistra. Si è interrogata sul Movimento di Grillo ma era troppo populista. Ha pensato di votare per Ingroia e la sua rivoluzione civile, dove erano presenti coalizzate le formazione di Rifondazione Comunista di Ferrero e dei Comunisti Italiani di Diliberto. Ma era ancora troppo a destra per i propri gusti.

Così alla fine, nel segreto dell’urna, ha finalmente avuto l’illuminazione e quando si è recata al seggio ha potuto mettere la sua X sul contrassegno del Partito Comunista dei Lavoratori, di Ferrando, con la falce e il martello ben in vista. Alla Camera Ferrando ha beccato circa 90 mila voti, poco meno della differenza fra la coalizione di Bersani e quella di Berlusconi.

Non so se nella circoscrizione della signora Fiamma fosse presente anche un’altra lista di sinistra, ancora più a sinistra del PCL di Ferrando, il Partito di Alternativa Comunista che ha ottenuto poco più di 5000 voti. Chissà, un’occasione persa per la compagna!

Per quelli come la signora Fiamma soltanto l’Analisi Matematica può venire incontro, pensando per loro di costruire  un Partito Comunista Asintotico, cioè che all’infinito riesca finalmente a raggiungere l’utopia della sinistra perfetta come la vogliono loro.

 

p.s. per quelli che come me stanno avendo forti mal di pancia di fronte all’inevitabilità del governo con il PDL vorrei proporre per la riflessione questo post dell’On. Giuseppe Civati, Pippo Civati per chi lo segue in rete da tempo. Pippo si è speso moltissimo per rimuovere gli ostacoli con il Movimento Cinque Stelle ed è quello che ci credeva davvero ad un’eventuale cambiamento. Ma è veramente il cambiamento che volevano i pentastellati? Non sarebbe venuta meno la loro condizione d’essere?

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1 Comment

  1. Ottima analisi. Scherzandoci sopra, direi però che la successione dei voti racimolati alle elezioni da un partito del genere sarebbe monotona decrescente. Quindi definitivamente nemmeno la signora Fiamma, da un certo punto in poi, si ritroverebbe negli ideali del partito asintotico di sinistra. 😉

    Luca Mariot

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