#PD: e sabato dimissioni

Allora su questo blog non ho mai nascosto la mia preferenza per Pierluigi Bersani alle primarie e fino a ieri mattina ho sempre sostenuto che egli avesse il diritto e il dovere di provare a formare un governo monocolore PD-SEL, stanando al Senato i voti di chi volesse continuare la legislatura.

Ma dopo ieri sera, quando il segretario del Partito Democratico ha proposto un accordo politico con Silvio Berlusconi, per l’elezione del Presidente della Repubblica e probabilmente per avere un lasciapassare alla Camera Alta per un nuovo governo, sacrificando l’unità del proprio partito e senza minimamente avere contatto con la propria base elettorale, credo sia giunto il momento – una volta eletto il Capo dello Stato – che Pierluigi Bersani e tutta la segreteria si presentino dimissionari e venga convocato un nuovo congresso prima della scadenza di ottobre e si proceda a nuove elezioni primarie per il segretario del Partito Democratico.

Poi se il nuovo Capo dello Stato vorrà affidare a Bersani l’incarico di formare il governo va bene, lo capisco in termini procedurali e di realismo politico. Però se vogliono di nuovo il mio voto, a partire dalle amministrative di Roma, se vogliono che quelli come me si impegnino magari iscrivendosi ad un circolo come ha fatto la scorsa settimana Fabrizio Barca, allora credo sia opportuno ascoltare le persone che comunemente vengono definite la base. Se Bersani e la sua segreteria vogliono veramente bene al PD, se vogliono veramente costruire un partito migliore, superando le differenze fra i due riformismi di origine, quello cattolico e quello laico, allora per favore lascino lo spazio a coloro che vogliono che il PD sia un moderno partito di centrosinistra. Lascino spazio a Civati, Serracchiani, Renzi, Orfini, Fassina, Moretti e tutti quelli che non ne possono più di partecipare per perdere!

Se invece vogliamo che diventi una specie di partito conservatore di sinistra, un partito pavido che non ha voglia di rischiare, un partito che teme il confronto con la base e con gli elettori, allora probabilmente è meglio che finisca la storia di questa sintesi, per il momento mal riuscita. In quel caso andremo alla ricerca di chi potrà rappresentare meglio il nostro voto.

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1 Comment

  1. Concordo in pieno. La vocazione al suicidio del gruppo dirigente del PD è incomprensibile.

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