Un’offerta che non possono rifiutare

Non serve certo essere raffinatissimi osservatori politici, acuti opinionisti o esegeti del pensiero grillo-berlusconiano per comprendere che sia Silvio Berlusconi che Beppe Grillo stanno giocando con il segretario del Partito Democratico Pierluigi Bersani e con tutto il PD stesso, come il gatto gioca con il topo. Stanno aspettando la mossa che faccia finire nella bocca di uno dei due il quasi vincitore delle elezioni.

Cosa sta aspettando allora Bersani a proporre un nome sul quale è difficile dire di no?

Mi spiego meglio: difficile dire di no argomentando, senza “carrelli della spesa spinti da bodyguard” o “perché mi ha battuto due volte“! Quelle non sono argomentazioni, sono minchiate!

Cosa sta aspettando allora il segretario del PD a giocare pesante mettendo sul tavolo il nome del miglior candidato possibile che c’è sulla piazza oggi?

Cosa sta ancora attendendo il bonaccione esponente democratico per proporre senza se e senza ma Stefano Rodotà quale dodicesimo Presidente della Repubblica, senza altre trattative e senza altri indugi?

Otterrebbe dagli altri chiarezza: innanzi tutto all’interno del PD.

Cosa diavolo possano obiettare i renziani non riesco ad immaginarlo. A meno che scoprano che una volta Rodotà ha chiesto di passare avanti alla cassa di un supermercato.

Nel partito di Berlusconi trovo molta difficoltà a trovare delle scusanti plausibile per non convergere sul nome del giurista: una vita spesa per i diritti, ex Vice Presidente della Camera (presiedette la seduta comune che elesse Oscar Luigi Scalfaro), già Garante per la Privacy, profondo conoscitore della Costituzione e dei nuovi diritti derivanti dalle nuove tecnologie.

Il Movimento Cinque Stelle dovrebbe convergere su Rodotà immediatamente, a meno che vogliano ancora giocare sul nome della Gabanelli, rispettabilissima, ma che probabilmente è molto meno indicata per il ruolo del Capo dello Stato rispetto al professor Rodotà.

Scelta Civica, SEL, tutta la galassia di gruppettini, persino la Lega salvo forse Fratelli d’Italia per qualche strana ragione pregiudiziale di un passato di indipendente di sinistra, potrebbero eleggere Stefano Rodotà al primo turno, già dopodomani mattina e con un consenso maggiore di quello di Francesco Cossiga nel 1985.

Sarebbe veramente an offer they can’t refuse, un’offerta che non potrebbero rifiutare.

Che diavolo sta aspettando il topino Pierluigi, che i due gattoni, Silvio e Beppe, se lo pappino in quattro e quattr’otto?

 

p.s. 1 leggo su repubblica.it che viene fuori un altro nome, quello del giudice costituzionale Sabino Cassese. Ottima scelta anche questa, ma ci vuole tanto per fare la voce grossa e dire: questo è il nostro candidato e ditemi perché non va? Insomma Silvio e Beppe, caro Pierluigi, non potranno mai eleggere nessuno senza PD. L’hai capito o no?

p.s. 2 so bene che il PDL non voterà mai Rodotà però non è possibile che ci si privi di un ottimo potenziale presidente soltanto perché il partito di Berlusconi teme che la Costituzione non sia dalla parte del suo fondatore …. Abbiamo già pagato troppo il prezzo della presenza di B. in politica, no?

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