#Manganelli e la morte nell’era sociale

Non appena le agenzie hanno battuto la notizia della morte del Capo della Polizia Antonio Manganelli in rete si sono scatenati i commenti.
Da un alto gli amici istituzionali e non che esprimevano cordoglio sincero e dolore, dall’altro una valanga di assurdi insulti per un uomo che ha incarnato per molto tempo l’ordine pubblico.
Ma nell’era dei tweet e dei post tutto ciò che una volta avrebbe impiegato mesi per invadere il dibattito nell’opinione pubblica adesso è istantaneo.
Ogni volta che muore una personalità penso sempre ai figli e quanto debbano essere forti per vivere il proprio dolore in una dimensione privata, mentre in quella pubblica anche la morte del proprio padre diviene oggetto di divisione e di perenne lite.
A volte ho proprio la sensazione che questo mondo 2.0, che ci consente di essere sempre connessi e sempre a disposizione per commentare e condividere, sia un mondo assai più virulento di quello che abbiao vissuto prima, quando i siti social non c’erano.

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2 Comments

  1. Cambia la dimensione. Prima le volgarità e le cattiverie gratuite si limitavano al bar, adesso invece sono visibili a tutti con una violenza inaudita. 😦

    1. Ed è tristissimo. Il mio pensiero va ai figli, capendo perfettamente cosa possano provare nel privato, ma nn riesco ad immaginare cosa possa significare dover vivere una dimensione pubblica del proprio dolore.

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