Le domande di noi non-cittadini

Credo che stamane Marco Bracconi, sul suo blog, abbia centrato ancora una volta il problema: noi che siamo cittadini non certificati e che non abbiamo votato (e per quanto mi riguarda non voterò mai) il Movimento Cinque Stelle; noi che ancora abbiamo intenzione di leggere i giornali senza attendere gli estratti di Roberto D’Agostino su Dagospia (terrificante il suo editoriale ieri su La 7); noi che abbiamo un’altra idea di cosa sia la Politica e le Istituzioni rispetto a quella del Movimento e del suo leader; noi che siamo cittadini reietti e collusi con il vecchio sistema abbiamo (e avremo ancora quando la luce splenderà su questo Paese grazie al 100% ottenuto dal Movimento) almeno il diritto di continuare a fare le domande che ci pare e piace?

Avremo ancora il diritto di chiedere – per totale trasparenza – chi abbia pagato la campagna elettorale di Grillo?

E chi sta pagando gli alberghi dove in questi giorni si riuniscono i parlamentari pentastellati?

Avremo ancora il diritto di chiedere evidenze della vera differenza fra questo movimento e i partiti tradizionali, senza per questo venire tacciati di essere stupidi perché non capiamo?

Abbiamo e avremo ancora il diritto di pretendere che gli eletti nelle liste del Movimento Cinque Stelle rispondano alle domande dei giornalisti italiani, senza rifugiarsi nella comodità di un post su Facebook?

Ecco, vorremmo proprio sapere se accanto al diritto, ormai perso, di ottenere una risposta, almeno quello di fare le domande rimarrà.

 

Annunci

8 Comments

  1. grazie a te della risposta. sono d’accordo sul fatto che alcuni punti del programma di M5S siano lacunosi, però è anche vero che sono gli unici ad aver affrontato altre tematiche che per la maggioranza degli schieramenti sono inesistenti… secondo me vogliono una maggioranza schiacciante per essere certi di riuscire a fare ciò che ci si è proposto e non scendere a compromessi come si fa da sempre, compromessi che ci hanno portato al presente ed agli ultimi 20 anni di difficoltà.

    1. Ma governare non è come amministrare un comune o una provincia: nel programma del movimento cinque stelle non c’è niente di politica estera, nulla di politica di difesa, nulla di serio in tema di politica economica (nessuno crede al referendum sull’euro o a non pagare i debiti!). E soprattutto governare a qualunque livello significa prendersi carico anche del dissenso. Cosa che per ora il movimento ha dato ampia dimostrazione – a livello centrale – di non saper fare, perché è da folli pensare ad un monocolore m5s con il 25%! Nemmeno Bettino Craxi pretese un monocolore PSI! Poi se deputati e senatori pentastellati riuscissero a liberarsi del giogo di Grillo e Casaleggio forse farebbero un gran bene a se stessi e a voi elettori del Movimento: di partiti personali e autoritari ne abbiamo avuto troppi in Italia

      1. il dissenso è accettabile se è fatto in maniera leale, quando è fatto dai giornali che temono di perdere i fondi statali, sarà forzatamente esagerato, per non parlare dei collegamenti palesi o meno con altre forze politiche. Io vedo molto più come un regime quello che abbiamo vissuto negli ultimi 20 anni, un regime soft gestito tramite l’informazione guidata e distorta (che ci ha portati sull’orlo dell’autodistruzione, quando in realtà c’erano i mezzi per evitarla). Sui programmi di politica estera, economia e difesa, concordo, non se ne parla molto, ma vista la direzione intrapresa in altri ambiti, le ideologie che stanno alla base del movimento, son certo che saranno politiche vicine alla mia mentalità, ovvero liberali e poco inclini ad accordare favoritismi di sorta, se poi analizziamo i programmi degli altri partiti, si noterà che invece mancano punti fondamentali che andavano affrontati già anni fa e che ancora non sembrano interessare ne alla sinistra ne alla destra, ma indispensabili per la maggioranza della popolazione… i programmi sono sempre incompleti se vogliamo cercare delle falle.
        I rappresentanti 5 Stelle hanno di certo teste loro e le useranno, ma essendo il movimento relativamente nuovo, composto da persone alla prima esperienza e bersaglio di accanimento mediatico, capisco la scelta di richiedere cautela, non lo vedo come un ordine del leader maximo, ma come buon senso. Non voglio certo convincerti del mio punto di vista, però tornando al discorso originale del tuo post, si, credo proprio che avremo la possibilità di chiedere chiarimenti, quando l’atteggiamento di chi chiede sarà decoroso, come si conviene in un paese civilizzato, attualmente non è quello che vedo da parte delle nostre cosiddette fonti di informazione…

      2. Quando si arriva in Parlamento non è che poi ti puoi scegliere gli interlocutori che preferisci, parlando al Time, al New York Times, a Le Monde e compagnia danzante. Certo in Italia il problema dell’informazione, dominata nei media da Berlusconi, è stato ed è un problema serio. Tuttavia mi chiedo a cosa ti riferisci tu parlando di informazione: parli di TV? Di giornali? Leggo per mia passione politica almeno una dozzina di giornali al giorno (nelle loro parti politiche, ovviamente!) e francamente non vedo tutta questa uniformità. E onestamente – parlando due lingue molto diffuse, inglese e spagnolo, e capendo un pochino di francese – spesso mi trovo a sfogliare Le Monde, El Mundo, El Pais, La Razon, The Guardian, The Times e onestamente non è che la Repubblica, la Stampa o il Corriere abbiano molto da invidiare, così come il Sole 24 ore mi sembra un onesto quotidiano finanziario-economico che nulla ha di inferiore rispetto al Financial Times.
        Comunque voglio essere fiducioso e spero che i deputati e i senatori pentastellati abbiano il decoro di rappresentare bene le istituzioni dove si troveranno e soprattutto che sappiano discernere qual è il male minore e quale possa essere il pericolo maggiore. Se poi si affrancassero da Grillo e Casaleggio e pretendessero trasparenza e democrazia vera all’interno del Movimento sarebbe buona cosa per tutti. Ma fino ad allora avere sulle loro spalle tutto il peso del governo mi sembra un tantino azzardato e forse non lo vogliono nemmeno loro (come giustamente faceva notare il giornalista più vicino a Grillo, Travaglio, hanno bisogno di farsi un po’ di opposizione prima di cimentarsi al governo nazionale).
        Grazie ancora per il contributo di pensiero: di questi tempi è merce rara in rete, dove trovo troppi fanatismi, a destra, sinistra e tra le cinque stelle.

      3. ti ringrazio per il complimento, mi fa piacere essere merce rara 😉 credo che la dichiarazione di Travaglio sia perfettamente sul pezzo, nemmeno io vorrei vedere dei dilettanti allo sbaraglio a governare, e di certo fare prima opposizione sarebbe un ottima scuola per gli m5s. Io per informazione distorta intendo la maggior parte dei giornali, divisi equamente tra sinistra e destra, e le tv, ovviamente di proprietà Berlusconiana… il sole non mi dispiace, a volte è piuttosto di parte anche lui, o più che di parte diciamo schierato contro a certe idee e forme mentis, però sicuramente meno partigiano della quasi totalità della stampa italica…

  2. il problema di base è, perché non VUOI far parte dei cittadini? Perché preferisci il vecchio sistema? Capisco i sospetti, e le domande che poni sono lecite, ma se anche fosse tutto sbagliato, ritieni sbagliato anche il programma politico di 5 Stelle? Ritieni che le idee proposte siano sbagliate? E’ per questo che non voterai mai quello schieramento? Non vuoi vivere in un paese equo e che presta attenzione ai bisogni della povera gente prima che agli interessi del singolo individuo?

    1. Scusa una cosa: ma chi diavolo stabilisce chi sia cittadino e chi no? Grillo? Casaleggio? Crimi? Qui non si tratta di preferire il vecchio sistema che è un espressione che non vuol dire nulla e non ripeto le questioni che Bracconi pone sul suo blog per ragioni di comodità. Ma mi chiedo: sarà ancora possibile il dissenso? Per quanto riguarda il movimento e il programma politico: se scorri un po’ il mio blog vedrai che alcune cose del Movimento le condivido mentre altre no. Proprio per questa ragione in Politica si cercano i compromessi e si fanno i governi di coalizione. Non vogliono i grillini sporcarsi le mani con il PD? Bene, benissimo. Però poi non mi vengano a dire che fanno le cose per il bene del Paese perché stanno semplicemente aspettando un governissimo per massimizzare il risultato elettorale. Ed è lecito questo? Certamente, lecitissimo. Però politicamente devono assumersi la responsabilità – in Parlamento – di dire di no ed eventualmente beccarsi Silvio Berlusconi di nuovo al Governo. Certo che voglio vivere in un paese equo e che presti attenzione alla povera gente, ma non credo che sia il Movimento che lo possa garantire. Nel programma grillino non c’è nulla su diritti civili né su immigrazione; c’è molta protesta e pochissima proposta. Ecco perché non avrà mai il mio voto. Grazie del commento.

I commenti sono chiusi.