Rivoluzionari a nove zeri

Grande eco sui media mondiali ha avuto la scomparsa del Presidente venezuelano Hugo Chavez. Sui maggiori quotidiani italiani sono state riportate le dichiarazioni di cordoglio espresse da Sean Penn, Oliver Stone e Michael Moore, descritti come la Hollywood Rossa.

Mi colpiscono sempre questi rivoluzionari dal portafogli gonfio: a volte ho l’impressione che forse si annoino un tantino nella vita e si inventino un impegno rivoluzionario, forse perché quello riformista è troppo faticoso da raggiungere.

E per amor di patria non voglio nemmeno citare il gran numero di artisti, più o meno milionari, che supportano l’ultima rivoluzione nazionale.

Per non parlare poi che dei quattro candidati premier principali, Berlusconi, Bersani, Grillo e Monti soltanto uno ha un reddito da dirigente medio, due siano milionari ed uno miliardario.

Ed è incredibile che dei quattro i tre super ricchi abbiano parlato di rivoluzione, liberale, sociale, a seconda di come spirasse il vento e soltanto il vecchio funzionario di partito parlasse invece di riforme e di fatica per raggiungerle.

Comodo fare i rivoluzionari dall’alto dei loro conti correnti.

 

 

 

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