Software libero (per gli altri)

Su quella che per i prossimi anni sarà la virtuale Piazza San Pietro della nuova Chiesa Universale a Cinque Stelle, è apparsa questa intervista a Richard Stallman, uno dei principali, sicuramente il più conosciuto, esponente del movimento per il software libero.

Salì agli onori della cronaca mondiale il giorno dopo la morte di Steve Jobs quando sul suo sito postò un commento molto violento e quasi di soddisfazione per la scomparsa del fondatore di Apple, chiudendo alla fine con un “Possiamo solo sperare che i suoi successori, nel proseguirne l’eredità, siano meno efficaci“, augurandosi cioè che chi fosse venuto dopo Steve non fosse così bravo nel suo mestiere e liberasse il mondo del software dal cappio della Mela.

Che c’azzecca starete dicendo voi?

Nulla di particolare, se non fosse che in ogni comizio e in ogni intervista televisiva Beppe Grillo non si mostri con un iPad per seguire la scaletta e con un iPhone bianco! E che anche ieri smartphone e tablet della mela assolutamente fossero prevalenti durante la Congregazione Generale dei Cardinali Pentastellati.

 

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