Il Vangelo secondo Camillo

Leggo su Repubblica di oggi che il PDL compierà oggi uno strappo nei rapporti con la Santa Sede non partecipando al consueto annuale incontro tra le autorità italiane e vaticane in occasione dell’anniversario dei Patti Lateranensi.

Sembra che Oltretevere ormai – nonostante i buoni rapporti con Gianni Letta che sarà comunque presente all’evento (è un Gentiluomo di Sua Santità) – abbiano mollato Berlusconi e la sua compagine politica. Aggiunge però il giornalista di Repubblica autore del servizio, Claudio Tito, che il Presidente Emerito della Conferenza Episcopale Italiana Camillo Ruini, insieme alla parte più di destra della gerarchia ecclesiastica, con il Patriarca di Venezia Francesco Moraglia in testa, considerino il centrodestra di Berlusconi ancora come il male minore, meglio del nuovo centro montiano e sempre e comunque meglio del centrosinistra.

Ora io non ho la competenza teologica per comprendere quali programmi politici dei tre maggiori schieramenti possano o meno soddisfare la dottrina della Chiesa però una cosa non mi è chiara.

Dopo tutte gli scandali sessuali, dopo due divorzi, dopo infinite battute a sfondo sessuale che riducono la donna a oggetto di desiderio, cosa assolutamente contraria alla figura di Maria, Mater Ecclesiae, dopo la continua istigazione a delinquere contro il fisco, a cominciare dalla proposta di condono, dopo aver distrutto tutto ciò che toccava in venti anni della vita pubblica italiana, dopo tutto questo mi chiedo: ma il Vangelo di Camillo Ruini è lo stesso di quello che sta sul mio comodino?

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