21 giorni all’alba

Il direttore del TG la7 Enrico Mentana ha poc’anzi twittato l’anticipazione del sondaggio EMG che stasera mostrerà ai telespettatori durante l’edizione delle 20 del telegiornale.

Osservando i risultati dei vari istituti demoscopici forse possiamo dire che abbiamo una certa stabilizzazione in corso d’opera dei risultati e che quindi la governabilità o meno della prossima legislatura dipenderà, come Curzio Maltese ha osservato oggi su Repubblica, da circa centomila elettori nelle vallate lombarde.

Il sondaggio di Masia per il TG di Mentana dà i seguenti risultati:

  • Centrosinistra 35,9%, con il PD al 30,2 % e SEL a 4,6%

  • Centrodestra  27,9%, con il PDL al 19,6 % e la Lega al 4,8%

  • Cinque Stelle 14,5 %

  • Coalizione Monti 14,6%, con la lista di Monti a 10,1%, UDC a 2,8% e FLI a 1,7%

  • Rivoluzione Civile di Ingroia al 4,6%

  • Fare, di Oscar Giannino all’1,4%

Alcune cose da osservare: se il centrosinistra dovesse vincere le elezioni (intendo anche al Senato) le vincerebbe con la più bassa percentuale della storia della Repubblica Italiana da quando abbiamo il sistema elettorale maggioritario. Nemmeno il 40% del voto popolare e la maggioranza dei seggi. Non è democrazia, è solo casino.

Altra osservazione: nonostante le promesse/minacce di Berlusconi il suo partito non si sta schiodando dal 20%. Forse l’unica cosa positiva di questa campagna elettorale è che molti italiani stanno rinsavendo. Con calma. Troppa calma

La Coalizione del Premier si gioca il terzo posto con Grillo: un po’ pochino per chi era stato acclamato l’anno scorso come il Salvatore del Paese e che sarebbe potuto essere un buon Presidente della Repubblica.

Nonostante i suoi guru l’abbiano indirizzato ad una campagna aggressiva ho l’impressione che gli italiani abbiano visto questo cambiamento repentino nel carattere del Professore troppo artificioso. Avrebbe dovuto allargare l’area dei moderati costruendo una destra borghese ed invece ha finito semplicemente per fagocitare Casini e Fini. Il primo arrivò a guidare un partito dell’8% e adesso si ritrova come un peso pari a quello del PSDI di Nicolazzi! Anche per lui un futuro tutto da inventare al Senato.

Su Ingroia e Giannino c’è poco da dire: se il giornalista economico sembra abbia fatto una lista più per fare un dispetto a Monti che altro, dall’altro l’ex Procuratore Aggiunto di Palermo non si sta schiodando dal 4-5 % e per giunta secondo SWG dovrebbe beccare seggi senatoriali (uno) soltanto in Campania, dove il Sindaco di Napoli De Magistris conta su un buono zoccolo di elettori. Poco per un magistrato che voleva moralizzare il Paese. O forse ci dirà che il 4-5 % è la vera sinistra, come ha detto ieri con Orlando a fianco, mentre il resto di noi elettori di centrosinistra siamo schiavi, servi, etc. etc.

Spero di no, anche perché per questa sequela di insulti basta e avanza Grillo. Come molti suoi seguaci sicuramente riterrà che questi sondaggi sono fasulli e crederà di essere intorno al 40% dei consensi (già si legge qui e là questa vulgata).

Considerando che da lunedì non si potranno più diffondere e che quindi in questa settimana ci sarà un effluvio di numeri da farci girare la testa, ho l’impressione che il 25 febbraio il guru del Movimento griderà al golpe, contesterà il risultato nonostante il colpaccio storico di poter essere il terzo partito/coalizione.

Se poi grazie all’acume di Monti e Ingroia il Senato risulterà ingovernabile sarà un altro assist per la strana coppia comica del momento, Silvio-Beppe: complimenti vivissimi al Senatore Calderoli, unico vero vincitore delle ultime tre (compresa questa) elezioni generali. La sua porcata ha veramente funzionato.

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