Il digiuno inflazionato

Premessa d’obbligo: la condizione delle carceri italiane è assolutamente scandalosa e la civiltà di un paese si misura con la qualità con cui si recuperano gli emarginati e i condannati. Ed è intollerabile che nel XXI secolo, in una delle civiltà più antiche del mondo, il livello delle celle sia a livelli di tortura.

Ecco premesso tutto questo trovo che la protesta di Marco Pannella sia violenta. Sì, proprio lui il campione della non-violenza, della protesta gandhiana, della laicità. Trovo infatti violento questo modo di protestare. Non è un martirio laico perché i martiri pagavano con la propria vita la professione della loro fede e la volontà di professarla, nonostante i tentativi di conversione. Non è martirio quello di un uomo, grandissimo esponente politico, che ha fatto ormai però del suo digiuno una sorta di ricatto continuo.

Non trovo infatti normale che la stessa protesta valga per qualunque battaglia: aborto, divorzio, finanziamento pubblico, elezione dei giudici costituzionali, carceri e si potrebbe continuare con tutte le nobili battaglie che il movimento radicale ha compiuto negli anni. Non puoi utilizzare sempre la stessa protesta: si inflaziona.

E poi dov’era il Partito Radicale due anni fa quando Berlusconi era al tappeto e alla Camera si andava verso un scandalosa compravendita di deputati? I sei radicali cominciarono a distinguersi dal PD, gruppo nel quale erano stati eletti con l’accordo elettorale del 2008, per alzare la posta, lisciando il pelo al lupo mannaro della destra.

Si chiama credibilità. E non basta un digiuno per nobili motivi a ridarla.

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