Todo cambia

Quattro anni fa, alle 3.45 del mattino, dopo averla lavata, infagottata e vestita, mi veniva data tra le braccia, questa piccola bambolina che vedete qui a fianco, nel suo primo giorno di vita. Imbranato come tutti i padri nel giorno in cui lo diventano per la prima volta, contrariamente alle madri che si sciroppano per nove mesi la presenza della loro creatura in grembo,  sembro quasi inebetito di fronte alle infermiere del Policlinico Gemelli che mi sollecitano affinché prenda in braccio Elisa. “Ma la devo tenere io?“, chiedo quasi incredulo dopo aver assistito al travaglio e al parto di mia moglie. “Certo“, mi risponde la caposala, “è lei il papà!“.

Elisa aveva il nasino schiacciato (per la nascita) e gli occhietti aperti, nonostante non avesse nemmeno dieci minuti di vita e questo forse sarà indicativo per la sua futura scarsa predilezione per il sonno. Si accucciò al mio petto come un cucciolo: la dondolai un pochino, le dissi che finalmente ci conoscevamo dopo avermi bombardato di calci quando le parlavo attraverso il pancione e le cantai una canzoncina.

In quel preciso istante mi resi conto che nella mia vita tutto era cambiato  e – come commentai qualche estate dopo con una mia anziana zia – lo sarebbe stato per sempre. Perché quando diventi padre non torni più indietro.

Oggi Elisa compie 4 anni, è fantastica, intelligente, bellissima (ovvio, direte, sono il papà!) e curiosissima. Sarà stato perché già a sette mesi le facevo leggere la Repubblica … In ogni caso tra tutti i progetti che ho sognato, realizzato, fallito, diventare papà di questa piccoletta è probabilmente la cosa più bella e più straordinaria che mi potesse capitare.

E quando ti capitano le giornate no, dove pensi al fatto che avresti voluto un’altra vita, che l’è tutto da rifare, che non ne puoi più del casino quotidiano e vorresti scomparire da qui e trovarti su un’isola deserta, ecco che questo sorriso, che qui accanto vedete ritratto a Santa Barbara, in California, ti riporta ad una pace interiore e ti fa capire che nella continua ricerca del nostro tesoro, nella nostra isola che non c’è, la cassa con i dobloni d’oro sono quegli occhi, quelle guanciotte e quel sorriso che ti aspettano a casa la sera.

Auguri Elisa. Buon Compleanno.

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