Indietro tutta!

Mentre noi nel 2013 ci divertiremo con un altro giro di giostra al Bunga Bunga party, la US Supreme Court deciderà a breve sull’ammissibilità o meno dei matrimoni gay nell’ordinamento costituzionale federale. E noi stiamo qui a discutere di sesso degli angeli e di famiglia centrata sul matrimonio di un uomo e una donna, mentre negli altri paesi pensano che la famiglia sia centrata su amore e rispetto, indipendentemente da chi possiede il pisellino e chi la farfallina!

Vorrei sommessamente far osservare a Sua Eminenza Reverendissima il Cardinale Angelo Scola, Arcivescovo Metropolita di Milano, già Patriarca di Venezia prima di salire alla Cattedra di Sant’Ambrogio, che gli United States of America sono una nazione dove la componente religiosa è enorme ma la laicità dello stato non è mai messa in discussione. La netta separazione fra Chiesa e Stato, oltreoceano, è veramente realizzata ma questo non ha impedito che chiunque avesse fede in qualunque dio non avesse il diritto di professarla, tale fede.

Semmai è il concetto di laicità all’italiana che impedisce la vera convivenza fra le differenti culture, con il risultato quasi comico e ridicolo, che nelle scuole per non turbare nessuno non si racconta la tradizione del presepe, quando sarebbe opportuno – proprio adesso che siamo in un mondo multiculturale – che tutti noi capissimo e conoscessimo la tradizione cristiana, ebraica, musulmana, buddista, scintoista, confuciana, ….

La libertà religiosa, Eminenza, è la libertà di professare quello che mi pare e piace. E lo stato per garantire tale libertà fondamentale dell’individuo può soltanto e solo essere laico e separato da qualunque chiesa, compresa quella Cattolica che è la più organizzata e più diffusa confessione cristiana al mondo.

Non sarà certo una sentenza federale della Corte Suprema degli Stati Uniti che impedirà ai fedeli di Sancta Romana Ecclesia di seguire il catechismo e conservarsi in castità quando si è omosessuali.

Ciò che fa di uno stato laico è la completa disuguaglianza fra peccato e reato. Ma è così difficile capirlo?

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