Se questo è sport

Guardo queste immagini del Meazza, domenica per Milan – Juve, e non riesco più a trovare le parole nemmeno per indignarmi. Leggo che è probabile che la società rossonera sarà diffidata ma non riesco a comprendere che tipo di sanzione possa mai essere, una diffida o una multa, senza prendere provvedimenti affinché questi sedicenti tifosi non mettano più piede in un campo di calcio di qualunque categoria. E le società li conoscono perfettamente, uno per uno.

Non riesco a ricordare uno stadio o un palazzetto americano, tedesco, inglese, francese, spagnolo dove non si sfottano gli avversari bensì si ridicolizzi un ex giocatore di calcio che -colpito da una crisi depressiva – ha cercato di togliersi la vita.

Non riesco proprio a capire come si possa essere così malvagi e perversi da associare, alla gioia per la propria squadra, quella per un quasi suicidio di un uomo, una persona molto perbene (ma poteva anche essere il più cattivo del mondo), che ha avuto – agli occhi malati di quelle persone – solo il torto di avere indossato un’altra maglia.

Chissà se fra quei delinquenti che hanno esposto quello striscione vi erano magari dei papà e delle mamme: come possono dare una carezza ai loro figli se non rispettano nemmeno i figli di Gianluca Pessotto che magari davanti ai teleschermi aspettavano di vedere la Juventus?

Se questo è sport allora è meglio chiuderlo. Per sempre.

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