Orgogliosamente

Il mio amico Alessandro si sarà oggi stupito per il fatto che non abbia commentato su queste pagine il dibattito sulle primarie del centrosinistra.

E avrebbe ragione: siamo talmente avvezzi a lamentarci sempre e comunque che non riusciamo nemmeno ad apprezzare le cose buone che vediamo.

Per fortuna la mia amica di web Caterina mi ha spedito (grazie) dall’America una foto del Wall Street Journal che raccontava proprio di questo evento: la rarità di un confronto TV in un Paese dove in televisione si preferisce la rissa.

Per una volta non si è parlato – nei media statunitensi – di mafia e di corruzione, di Berlusconi e del suo conflitto di interessi.

Si è parlato del fatto che un partito politico ha organizzato, nonostante ancora non si sia una data per le elezioni e una nuova legge elettorale, le primarie per il candidato premier.

E questa è una buona notizia perché la gente ha potuto capire qualcosa di più del solito “non mi interrompere”, “è colpa vostra”, “no è vostra”!

Ed il partito che ha organizzato tutto questo è il tanto bistrattato Partito Democratico, quello che sarebbe senza anima, nato dalla fusione fredda fra Democratici di Sinistra e Margherita. Ecco il dibattito di ieri ha fatto comprendere che un’anima ci può anche essere se la depuriamo dalla demagogia, dal populismo e dal berlusconismo.

E noi elettori di centrosinistra oggi dovremmo essere felici e poter dire, a testa alta, a tutti coloro che sbraitano dal web (Grillo) e dalle piazze (Di Pietro), che non sono proprio tutti uguali e che noi non siamo proprio tutti uguali.

Possiamo – e di questo dobbiamo ringraziare i cinque leader che si sono candidati, Bruno Tabacci, Laura Puppato, Matteo Renzi, Nichi Vendola e Pierluigi Bersani – rivendicare fortemente la nostra diversità rispetto alla destra e al populismo oggi tanto di moda.

Sì proprio così: siamo diversi.

Orgogliosamente.

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