Il governo ideale

In questo mondo così rancoroso, che noi ci ostiniamo ancora a chiamare Italia o il nostro Paese, è di tutta evidenza che la famosa massima del Duce sull’inutilità di governare gli italiani è ancora oggi fondata e vera.

Naturalmente alla prima lettura di queste righe qualcuno potrà anche darmi del Fascista, tanto ormai siamo abituati a estrapolare una frase, decontestualizzarla, montare una polemica e distrarre le masse continuamente.

La rete si è ingalluzzita ultimamente grazie agli errori comunicativi di Monti, Fornero e Cancellieri e subito se l’è presa con i loro figli, nel più classico luogo comune che le colpe dei padri ricadono sui figli.

Surreale quindi la spunta dei curriculum vitae di Giovanni Monti, figlio del Presidente del Consiglio, di Silvia Deaglio, figlia del Ministro Fornero, e di Piergiorgio Peluso, figlio del Ministro dell’Interno Cancellieri.

Mentre Monti jr. e Peluso jr. lavorano (o hanno lavorato) per istituzioni private, la collera della rete si è scagliata contro Silvia Deaglio: la sua colpa ovviamente è quella di lavorare per la stessa università (statale) dove lavorano i genitori. Piccolo particolare trascurato dalla rete: la  professoressa Deaglio è medico e non economista come i suoi famosi genitori. Ma questo – ovviamente – passa in secondo piano. Ora ammesso e non concesso che lei sia stata raccomandata (non la conosco personalmente, ma ha un CV veramente notevole, specialmente oltreoceano dove non sono molto sensibili alle lusinghe della politica italiana) ma chi diavolo può governare mai un paese come il nostro?

Vuoi parlare di lavoro precario? Allora non puoi avere un posto fisso.

Vuoi parlare di mobilità? Allora non puoi lavorare nella stessa città dei tuoi genitori.

Insomma il governo ideale, per la rete, dovrebbe essere composto non di persone che abbiano competenza e magari qualche idea di futuro per le generazioni a venire, ma che rispecchino i blocchi sociali della società odierna.

Non ci si può allora stupire se abbiamo affidato prima al Fascismo, poi alla Democrazia Cristiana e infine al caro Silvio Berlusconi, il compito di governarci: siamo intrinsecamente incapaci di ragionare con la testa, ma solo ed esclusivamente con la pancia.

In tutto questo marasma, la stampa nazionale, anziché alzare il dibattito sui contenuti delle proposte del Governo dei Professori alimenta l’assurdo assunto della rete che forse vorrebbe al governo dei tristi, poveri e magari vedovi (e possibilmente senza figli) professionisti. Solo così si avrebbe la titolarità ad esprimere opinioni, a postulare delle tesi nel dibattito sulla crisi economica.

Non oso immaginare che campagna elettorale ci aspetta il prossimo anno.

 

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