Rispetto

In uno immensa nazione-continente, che sa sempre quando si vota, a novembre, e che ogni due anni si trova sotto un bombardamento di una campagna elettorale generale, sia essa per l’elezione del presidente o per il rinnovo della Camera, non farebbe nemmeno notizia quella frase di un signore di mezza età, Ed, proveniente dalla Carolina del Nord, affermare di non essere “d’accordo con Obama su ogni cosa“, ma di “rispettarlo” e di riporre in lui “fiducia“:

Ora non sono così fesso da pensare che il video sia spontaneo, anche perché costituisce l’inizio della seconda campagna elettorale di Obama, dopo la storica vittoria di tre anni e mezzo fa. Ma quanto è distante il nostro Paese anche nella comunicazione elettorale? Si potrebbe immaginare un coretto gospel con “thanks God there’s Obama” come inno ufficiale del partito democratico o della Convention che incorona il candidato vincente delle primarie (“meno male che Obama c’è” credo sia un po’ troppo!)?

Quanto è lontano il nostro Paese dall’America che il nostro Capo del Governo dice sempre di ammirare come tempio della democrazia, esempio per tutti gli altri paesi occidentali?

E mi verrebbe da chiedere al parlamentare pdl Remigio Ceroni, nuovo grande costituzionalista improvvisato, che prevedere un potere che è superiore agli altri porterebbe l’Italia dritta fuori dalla democrazia che abbiamo tanto desiderato con le guerre di indipendenza e tanto abbiamo sudato con la Resistenza.

A questi fan (a parole) della democrazia rappresentativa, della sovranità del popolo e via dicendo vorrei far leggere la Costituzione Americana, madre di tutte le altre costituzioni moderne – italiana compresa, che sancisce una separazione netta fra i tre poteri dello stato e di come questi sono controbilanciati fra di loro, proprio per evitare che uno prenda il sopravvento a scapito di un altro, perché il bene supremo è la democrazia e quindi la libertà, non il salvare il Caro Deretano del capo!

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