La provvidenza

Leggevo stamattina il blog di Vittorio Zucconi. Ho commentato così:

“Direttore, una piccola esperienza personale. Cinque anni fa al corso prematrimoniale, che con mia moglie abbiamo seguito in una parrocchia romana, vi fu una giornata dedicata proprio al tema della vita ed all’evoluzione della specie. Si parlò – con uno dei sacerdoti (colombiano) – del fatto che non ci fosse contraddizione fra creazionismo ed evoluzionismo perché ormai era assodato che la teoria darwiniana era scienza e che il creazionismo non lo si dovesse intendere come descritto nel libro della “Genesi” bensì più a livello generale, a partire dal Bing Bang. Insomma se un uomo di fede ritiene che l’inizio del mondo, con il Bing Bang e tutto ciò che segue è frutto dell’opera divina, non è che mi sembra così folle. È soltanto il tentativo di spiegare un evento, la nostra esistenza in questo mondo, che non è che sia così comprensibile.

La posizione di questo sacerdote, un asceta, un contemplatore e per certe altri aspetti un conservatore, mi colpì a fondo.

Poi però si aprono i giornali e ancora si leggono “pazzie” come quella che lei ha segnalato, additando alla Provvidenza sempre la responsabilità di atti che noi – adulti consenzienti – dovremmo essere in grado di assumerci.

E così un’alluvione (si ricordi quella tragica di Messina, ad esempio, evitabile se le case fossero state costruite a regola d’arte), un terremoto, uno tsunami, un’eruzione vulcanica, diventano castighi divini, l’antidoto più efficace per nascondere la nostra incapacità di dire “potevo fare meglio” oppure “ho fatto il possibile”. Così mentre in Giappone praticamente non crolla nemmeno un grattacielo per il sisma, a L’Aquila crolla una palazzina della Casa dello Studente evidentemente progettata e realizzata non al meglio. E come non rivolgere un pensiero a quei bimbi di San Giuliano di Puglia.
Ricordo bene quando l’Etna, la mia amatissima montagna, minaccia molte abitazioni fra Nicolosi e Zafferana Etnea: è sempre un susseguirsi di allarmi per la popolazione, panico, tentativi di deviare la colata lavica. E lì con rosari, preghiere, fioretti: ma evitare di costruire abusivamente in zone non propriamente adatte, no?”

Verrà un giorno in cui anziché confidare nella Provvidenza ci assumeremo le responsabilità delle nostre azioni?

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