Una luce in fondo al tunnel

Venerdì scorso, sotto un sole africano che ha rischiato di “squajare” la mia piccola bimba come la playstation di Totti a Germania 2006, ho avuto la fortuna di visitare il Parco Archeologico della Valle dei Templi di Agrigento. Tra uno scatto e l’altro non solo ho potuto ammirare i resti dei fasti della Magna Grecia nella mia regione, ma soprattutto ho potuto constatare che qualcosa di buono, del nostro patrimonio architettonico e paesaggistico, a volte si può fare.

Al di là di piccolo aggiustamenti di marketing (è necessario pagare 1 euro la mappa? Non sarebbe meglio integrarla nel prezzo del biglietto?) e di logistica (sarebbe meglio un servizio di navetta gratuito, compreso nel costo dei parcheggi situtati alle due estremità della passeggiata archeologica, come si fa ad esempio a Taormina) il Parco è veramente ben conservato, pulito e suggestivo. Certo alcune recenti costruzioni stridono notevolmente con il paesaggio, però nel suo complesso il parco è veramente godibile.

Complimenti agli agrigentini.

Nel tunnel dei disastri siciliani, ogni tanto una luce in fondo appare: speriamo che i collegamenti autostradali vengano finalmente completati (che disastro da Caltanissetta ad Agrigento!) perché potremmo anche fare cento ponti sullo stretto di Messina ma se poi sull’isola si cammina su “trazzere” (le mulattiere per gli abitanti del resto del Continente!) i visitatori scapperanno e non ritorneranno!

Forza Sicilia mia, rialzati!

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